Note di viaggio di gruppo (2005)

Il Cibo
Cara Sabrina, il viaggio in Argentina diventa sempre più un luogo di ricordi e come tutte le esperienze positive che  toccano la sfera delle emozioni il trascorrere del tempo attribuisce loro una dimensione mitica che alimenta la nostalgia. Penso sia questo che distingue le esperienze significative dalle altre. Domenica sera abbiamo fatto una grande rimpatriata con Laura e Gildo che abitano vicino. Di seguito, come d’accordo, un conciso commento sul cibo argentino riferito alla limitata esperienza fatta.

La materia prima del cibo argentino e’ottima (carne-pesce-crostacei) Per apprezzare tale qualità bisogna,con alcune eccezioni, evitare le preparazioni elaborate con uso di improbabili salse.Ricordo ad Ushuaia una disgustosa Centolla “alla provenzale”che invece sarebbe stata ottima al naturale. Carne e pesce sono ottimi alla brace (meno alla plancia) Scadono se cucinati in altri modi. Eccellente L’agnello “a la cruz”,decisamente migliore che alla griglia. Per evitare rischi, eliminerei a priori locali non conosciuti che non dispongono di griglia a legna o carbone. Buone in genere zuppe “casero”, come pure dolci e insalate di frutta della casa.

Vanno menzionati i seguenti ottimi ristoranti visitati
– Hotel Rist.INDALO INN-Camarones
– TIA ELVIRA-USUHAIA
– Loco BERETIN-Buenos Aires

Alberto Zadeck

 

Museo del debito estero”.
Ciao Sabrina, ti invio il commento sulla visita al “Museo del debito estero”. L’esperienza e’ stata interessante, le spiegazioni del prof. Murillo seppure in spagnolo sono state molto chiare. Mi e’ piaciuto il percorso di dati e figure allegoriche che hanno accompagnato la storia economica dell’Argentina.  I concetti espressi dal professore sono serviti a capire meglio i problemi del paese che abbiamo visitato, ma hanno anche permesso di vedere sotto una luce diversa certe vicende finanziarie italiane.

Giuseppe e Patrizia Cocchi

  

Quello che mi è piaciuto di più
Ciao Sabrina, come va?   Sto pensando al bellissimo viaggio in Argentina che abbiamo fatto e a quando mi hai chiesto che cosa mi fosse piaciuto di più a Buenos Aires.  Adesso ti posso rispondere e dirti che mi è piaciuto moltissimo l’incontro con la comunità indigena. Sono delle persone straordinarie che lottano per la giustizia, per difendere la loro cultura contro i potenti capaci solo di umiliarli, derubarli e sfruttarli. Gli indigeni disturbano la globalizzazione neoliberista e per questo li disprezzano e li vogliono eliminare. Ma queste persone non si arrendono, non lasciano perdere  continuano a lottare e con questa gente i neolibersti non vinceranno tanto facilmente e forse qualcosa cambierà.  Io sono stata contenta del viaggio e anche di te e quindi spero di rivederti.

Ti auguro Buon Natale e un felicissimo Anno Nuovo.  Ti abbraccio forte  ciao.

Francesca

Visita alla scuola di Moron
Il 2 dicembre siamo stati in visita alla scuola di Moron dove è in funzione un piccolo panificio sostenuto anche con quote dei “turisti responsabili”.

Secondo me la visita è stata molto interessante e ci ha permesso di conoscere da vicino un aspetto significativo della vita di un quartiere popolare nella periferia della grande Buenos Aires.

La scuola è di recente costruzione ed è frequentata da ragazzi delle scuole medie superiori. Abbiamo avuto un incontro con gli insegnanti e la “directora”. Credo che tutti noi siamo rimasti impressionati dalla forte motivazione e dalla spinta, direi l’amore, di questi professori verso la loro attività. Qualcuno di loro pur essendo in pensione insegnava ancora nella scuola. E’ parso evidente che al centro della loro attenzione ci sono i ragazzi e non la trasmissione meccanica e ripetitiva del sapere. La simpatica e attivissima “directora” comunicava una voglia di fare e un ottimismo tesi a superare, pur avendola ben presente, qualsiasi difficoltà. Gli insegnanti e gli alunni ci hanno inoltre fatto capire cosa significhi una buona scuola pubblica. Le scuole sono in parte (es: le attrazzature quali i computer, materiale didattico) pagate dalle famiglie stesse quindi quelle frequentate da ragazzi di famiglie benestanti hanno più mezzi. Tuttavia anche nella scuola di Moron le proposte didattiche erano molto varie e valide: uso di PC, educazione civica, poesia etc..

Alla fine c’è stato offerto dagli insegnanti un abbondante spuntino (il vino era ottimo, come in tutta l’Argentina), io ho lasciato la scuola sognando insegnati così anche per i miei figli.

Gildo

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