Argentina alla “milanese”

Difficile decidere da dove iniziare…proviamo ad abbozzare il nostro racconto di viaggio in Argentina partendo da qualcosa di oggettivo: la data della partenza, mia e del mio compagno, da Milano, la sera dell’11 marzo e il rientro, il giorno di Pasquetta, il 24 mattina. Poi l’organizzazione…Fin da subito, Abbiamo chiesto il supporto dell’agenzia 360ResponsibleTourism che per noi ha avuto il volto (le email, le chat…) di Sabrina Bini: un primo contatto a gennaio grazie a un amico ex-viaggiatore, un secondo programma in bozza, una terza richiesta di preventivo… infine, il processo decisionale concluso in pochi giorni, tanti dubbi su impegni di lavoro, vita, priorità, e infine la decisione di partire maturata nello spazio di un attimo.
L’Argentina ci attirava, con la sua varietà e diversità, i contrasti, la storia travagliata, i suoi miti …in più, 0
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]anima e corpo, a studiare lo spagnolo.
Sabrina ci ha guidato con velocità e esperienza nella definizione dell’itinerario: seguendo purtroppo lo stereotipo classico del milanese che ha sempre poco tempo per fare qualsiasi cosa (che vita…), ci siamo regalati (ben) 12 gg e abbiamo privilegiato alcune mete: Buenos Aires, Cataratas de Iguazu, Ushuaia e El Calafate ( con ghiacciai e Perito Moreno).
Di oggettivo ci sono i 6 biglietti aerei delle tratte interne, i voucher di prenotazione dei B&B, i coupon per partecipare alle escursioni (cascate dal lato brasiliano e argentino, Misione di San Ignazio, Battello sul canale di Beagle, Mini-trekking del Perito Moreno e gita in barca sui ghiacciai)…tutto il resto rientra nel capitolo emozioni, colori, odori, volti e storie di vita….Vorrei poter trasmette il “sapore” del nostro viaggio a tutti gli indecisi, un sapore intenso, che sa di “dulce de leche” e di yerba mate, ma è difficilissimo per iscritto…ormai abbiamo perso l’abitudine a raccontare, siamo frenetici, frammentati…Per gli scettici, ci tengo ad assicurare che l’organizzazione, i tempi, gli accordi con le guide, i transfer e tutto il resto sono stati impeccabili; che i B&B erano puliti e accoglienti (con una menzione speciale al delizioso hostaria Linares di Usuhaia), che le guide che abbiamo avuto la fortuna di incontrare (Ricardo e Osvaldo) ci hanno fornito una miniera di informazioni, ci hanno fatto divertire, riflettere, e molto di più, e che è un viaggo fattibile in 12 gg….un piccolo, dolce massacro ma assolutamente indimenticabile…
Se siete così fortunati da poter dedicare qualche giorno in più e fare in modo che l’acido lattico accumulato nei vostri muscoli dopo le varie escursioni si depositi adeguatamente, beh…probabilmente sarà ancora più strabiliante…Noi ci siamo dovuti accontentare del “mordi e fuggi”, ma abbiamo sfruttato ogni momento e ogni occasione per parlare con la gente, chiedere, capire e confrontare…le opinioni della oligarchia/alta borghesia e delle persone + semplici… e abbiamo tratto le nostre conclusioni…
Prima di chiudere la mia breve nota, aggiungo alcuni dei punti che hanno contributo a classificare questo viaggio nella mia personale “top Five and more”:

  • Pochi turisti americani, rari e pellegrini gli italiani… una favola!
  • Chupar la yerba mate….sa di terra bruciata, ma sorseggiarla con la bombilla e ascoltare perchè “a loro” piace tanto ti fa provare una gran nostalgia del senso di appartenenza (famigilia, comunità, nazione…) che noi abbiamo perso da mò…
  • Girare per Buenos Aires con la guida Ricardo e ascoltare la “sua “ storia…sentire l’energia che gli viene da dentro, dal fare le cose in cui crede e lottare ancora per altre mille battaglie
  • Vedere la guida Osvaldo a piedi nudi nel Rio Lapataia che cerca la “casa” dei salmoni e recupera l’amo da pesca perso da suo figlio…bello come il sole, sorridente, a mollo nell’acqua ghiacciata, con un vento che ci smeriglia la faccia…
  • Togliersi i ramponi dopo il minitrekking sul Perito Moreno al tramonto, accaldati, sfibrati, un po’ Messner un pò Heidi…grati per non essere incespicati sul ghiaccio evitando figure barbine, senza troppo allenamento a parte i 6 piani di scale per 1 mese…Una vittoria per noi.
  • Sentirsi un pò “Paperon dè Paperoni” in giro per la città, poter guardare le vetrine e decidere di comprare meravigliose borse in cuero che qui a Milano mi invidieranno tutte, ma proprio tutte, anche le super-griffate in ufficio…E mangiare carne da urlo, pagando quanto un cappuccio e brioche qui a Milano

Qué mas? Potrei aggiungere molti altri commenti, ma purtroppo, come dicevo all’inizio, sono Milanese e devo tornare a “lavurar”… sappiate che quelli che partiranno PER l’ Argentina avranno tutta la mia invidia …è più forte di me…
Adios Muchacos!!!!

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