A 39 anni dall’assassinio del padre Carlos Mugica

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Il padre Carlos Mugica apparteneva al movimento dei Sacerdoti per il Terzo Mondo, legato alle lotte popolari dell’Argentina e di tutta l’America latina nelle decadi del 1960 e 1970. Nato in una famiglia agiata della città di Buenos Aires, aderì alla “opzione per i poveri” sorta dal proclama del vescovo brasiliano Helder Càmara (1967) e dalla conferenza episcopale di Medellin (1968) e fondò nella Villa 31 di Retiro (una nota baraccopoli nella zona portuale di Buenos Aires) la parrocchia del Cristo Operaio.

Il sabato 11 maggio del 1974 dopo aver celebrato la messa nella chiesa di San Francesco Solano fu ucciso con una mitragliata da un individuo disceso da un’auto che sostava nelle vicinanze. In accordo alle testimonianze dei testimoni oculari, l’assassino del prete sarebbe stato il poliziotto federale Rodolfo Eduardo Almiròn. Costui era impegnato come capo della organizzazione di parapolizia terrorista Triple A (Alleanza Anticomunista Argentina): l’anno successivo partì per la Spagna dove operò prima nel corpo diplomatico, poi fu coinvolto in azioni della organizzazione Gladio con Stefano delle Chiaie. Morì piantonato in ospedale prima di poter essere processato per altri crimini.

Per l’assassinio di padre Carlos Mugica non ci furono mai delle condanne.

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L’opera e l’azione di padre Mugica furono molto importanti nella situazione politica ed economica che viveva l’Argentina prima e subito dopo il colpo di stato (24 marzo 1974). La sua idea era che fosse necessario sposare gli insegnamenti evangelici con la lotta alla povertà, permettendo alle classi più disagiate con cui lavorava di avere una vita degna. In questo contesto il movimento Sacerdoti per il Terzo Mondo sposava molte idee progressiste di noti rivoluzionari di sinistra (come Che Guevara) e portava al limite l’interpretazione rinnovatrice seguita al Concilio Vaticano II. Molti sacerdoti che aderivano al movimento sposarono le tesi più estremiste e violente, abbandonando la tonaca ed unendosi alla lotta armata. L’opera di Mugica invece rimase fedele alle teorie non violente dei Vangeli, predicando la giustizia sociale e l’integrazione: questo però non lo salvò da una morte violenta.

Il 9 aprile 1999 le spoglie di padre Mugica furono traslate nella cappella della Villa dove aveva speso il suo sacerdozio. Così pregò l’allora arcivescovo Jorge Maria Bergoglio in quell’occasione: «Per la morte di padre Carlos, per i suoi assassini materiali, per quelli che furono gli ideologi della sua morte, per i silenzi complici di gran parte della società e per le volte che, come membri della Chiesa, non avemmo il coraggio di denunciare il suo assassinio, Signore abbi pietà».

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Per chi volesse approfondire, qui si possono trovare una serie di articoli e scritti sulla vita e le opere di padre Carlos Mugica: http://www.elortiba.org/memoria.html

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