Turismo responsabile a San Pedro de Atacama

Nel mio ultimo viaggio in Cile, ho preso parte al secondo incontro nazionale sul turismo comunitario che si è tenuto a San Pedro de Atacama nello scorso novembre 2012. Erano presenti rappresentanti di diversi progetti di tutto il territorio, oltre ad alcuni rappresentanti di progetti internazionali (fra cui il sottoscritto, in rappresentanza di 360° Responsible Tourism). E’ stato un incontro aperto in cui ci si è posti degli obiettivi precisi per migliorare la partecipazione attiva, costruendo una rete sempre più solida e radicata di Turismo Comunitario.

Il pane di benvenuto

360° Responsible Tourism ha solidi legami in questa zona da molti anni e ne approfitto per scrivere due parole cominciando da una piccola digressione politico/geografica.

Il Norte Grande è una regione climatica dell’estremo nord cileno caratterizzata per la sua estrema aridità. Coincide infatti quasi completamente con il deserto di Atacama, notoriamente il più secco del Pianeta dato che nella fascia centrale non piove quasi mai. Politicamente il Norte Grande è diviso su 4 Regioni: Arica e Parinacota, Tarapacà, Antofagasta ed Atacama.

Il Salar de Atacama

San Pedro de Atacama è nella regione di Antofagasta.

San Pedro, dal punto di vista climatico, non è nella fascia più arida, dato che quasi tutti gli anni si hanno in inverno alcuni giorni di pioggia. Questa cittadina sorge su un’oasi al confine settentrionale del salar de Atacama, un’ immensa distesa di sale e altri minerali che altro non è che un lago salato la cui superficie è una crosta spessa. Qui il sole batte forte tutto l’anno, dato che siamo a cavallo del tropico del Capricorno.

Ad est di San Pedro troviamo la cordigliera delle Ande, con le sue cime innevate e gli altissimi vulcani. Ad ovest si trova la cordigliera di Domeiko, non altrettanto imponente ma peculiare dal punto di vista geologico, dato che è la causa dell’estrema aridità della pianura che si estende al di là, verso la cordigliera della costa e l’oceano Pacifico.

San Pedro è poi un’oasi ubicata strategicamente fra diverse regioni e oggigiorno anche fra diverse nazioni. Ecco il motivo per cui fu popolata da migliaia di anni e nei dintorni vi si trovano alcuni dei più importanti siti archeologici del Cile. Ad  oggi è anche una delle più importanti porte d’accesso al Cile per il traffico che arriva dall’Argentina del nord, fatto che la rende importante non solo turisticamente ma anche economicamente in quanto dogana.

Valle de la Luna

Tra gli obiettivi del secondo incontro sul turismo comunitario, vi è uno molto importante: incentivare la crescita di reti di impresa e di legami produttivi.

Alcuni partecipanti all'incontro durante un'attività sul campo.

Un esempio è sicuramente la Ecored Lickan Antay. Animati dall’idea di conservare le tradizioni ancestrali delle popolazioni originarie e conservare alcuni modi di vita destinati altrimenti all’estinzione, a San Pedro, alcuni anni fa, diverse famiglie hanno iniziato a collaborare per realizzare un grande sogno.

La Ecored è una piccola impresa in mezzo ai colossi multinazionali che operano su San Pedro, ma grazie all’azione dei suoi membri propone un’ offerta di prodotti turistici sicuramente unica ed interessante. Innanzi tutto le varie attività si svolgono lontane dal centro vero e proprio, cosa che permette di godere al meglio della tranquillità e silenzio del deserto. I soci vivono e lavorano infatti negli ayllu (parola atacamegna che indica i piccoli centri abitati, le frazioni diremmo in italiano) che circondano il nucleo centrale di San Pedro.

Pochi chilometri dal centro nell’ayllu di Socaire, si trova la casa che funziona da B&B per chi decide di alloggiare con la Ecored. A gestirla ci pensa Manuela (attuale presidente Ecored) e suo marito. Non è certo un hotel di lusso, come altri alberghi che si trovano lungo la strada, ma le camere sono molto belle e ben tenute. L’architettura è tipica di questa zona, con tetti di paglia e travi in legno. I letti, i muri e la maggior parte degli arredi sono fatti con una base di adobe, un impasto di argilla e paglia, un materiale qui molto diffuso. Ovviamente ci sono anche i materassi, per renderli più confortevoli! La famiglia ha un orto e degli animali (in prevalenza capre), questo lo fa avvicinare molto ad un agriturismo.Una stanza dove possono alloggiare i turisti

Nello stesso ayllu, c’è un’altra socia, alla quale sono affidati compiti in cucina. Non essendo stabile la struttura, non bisogna certo confonderla con un ristorante vero e proprio, ma l’ambiente rimane molto accogliente.

Se si ha voglia di un ristorante vero e proprio, bisogna spostarsi nell’ayllu di Coyo, distante alcuni chilometri dal primo, dove altri componenti della red hanno messo su un ristorante molto carino e dall’ottima cucina, dove comunque non manca la tranquillità di essere lontani dal centro e dalla confusione. I piatti sono realizzati tutti con prodotti locali, quindi non vengono sempre e solo proposti i piatti tradizionali, ma viene sempre garantita la freschezza e la genuinità delle materie prime. Molti ortaggi vengono dal podere della stessa famiglia che oltre ad ortaggi ha vari alberi da frutto e fiori (nel deserto coltivare fiori non è per nulla scontato!).

Il patio esterno del ristorante     Il frutteto

Nella Red, altre due famiglie, si occupano della realizzazione dell’arrope di chañar e della pataska, entrambi elementi tipici della cucina di questa zona. Il chañar è la pianta simbolo di questa parte del deserto e produce un frutto simile esteticamente alla nocciola, ricoperto da una parte esterna morbida e molto zuccherina. Facendo cuocere e caramellare questi frutti viene ricavato uno sciroppo (arrope) che viene usato come base soprattutto per la preparazione e la guarnizione di dolci. La pataska è una base per vari piatti salati: di fatto è un tipo di mais (con i grani molto più grandi di quelli soliti che abbiamo in Italia) che viene fatto bollire con cenere in modo da renderlo molto morbido e pulito. Una volta lavato diventa la base per zuppe e altri piatti. I turisti avranno modo d’imparare le ricette e ovviamente realizzarle in prima persona.

Il frutto del Chanar   Il frutto dell'algarrobo

Sempre lì vicino risiede un’altra famiglia che ha un allevamento di lama e che con i turisti realizza la cosiddetta “caravana ancestral”. In epoca precolombiana infatti il lama era l’unico animale da soma conosciuto in questo continente quindi, oltre che in spalla, le merci venivano trasportate con carovane di lama che attraversavano le Ande. Per non perdere completamente questa tradizione, sopravvissuta fino a pochi decenni fa, la famiglia accompagna i gruppi di turisti in una breve camminata di poche ore accompagnati dalla carovana di lama, che così mantengono una delle loro funzioni primarie.

Lama a riposo

Nel piccolo e quasi disabitato ayllu di Vilama, a nord di San Pedro, sorge il piccolo mulino rurale. È un mulino ad acqua di piccole dimensioni, usato dagli abitanti di San Pedro e dintorni. Qui uno dei membri della Ecored può mostrarne il funzionamento e far vedere i diversi tipi di farine. Oltre ai classici mais e grano che vengono coltivati in piccoli campi, va segnalato l’algarrobo. Questa è un’altra pianta autoctona del deserto di Atacama e produce un baccello simile a una carruba. Non è direttamente commestibile, dato che i semi interni son durissimi, macinandoli però donano una farina morbida, dolce e molto saporita con cui vengono preparati degli ottimi dolci e dei pani aromatizzati.

Il piccolo mulino rurale     Le pale in legno

Esistono poi altre attività collaterali svolte da altri soci della Ecored. C’è il noleggio di biciclette, l’accompagnamento ad alcuni luoghi più conosciuti in zona e le serate di astronomia andina per osservare le stelle, così vicine in questo angolo di mondo, con gli occhi delle popolazioni che qui vivono da migliaia di anni.

Chi conosce la zona avrà notato che in questo articolo non ho parlato dei normali luoghi del turismo di massa a San Pedro: i gayser del Tatio, il pukarà di Quitor, l’aldea di Tulor, la Valle della Luna, le lagune della riserva Los Flamencos… Tutti luoghi splendidi che meritano di essere visti e visitati, ma ci tenevo a parlarvi di qualcosa di diverso che non è facile trovare sulle guide turistiche.

Tramonto sul salar de Atacama

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