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I vari significati del turismo responsabile

Fino a quando l’idea del turismo responsabile continuerà ad essere utile e comprensibile? Le contraddizioni sempre più evidenti fra i diversi significati del concetto rendono difficoltosa la capacità di comunicare e di capirsi e possono comprometterne l’uso.
Atacama
Il turismo responsabile nacque come reazione al malessere generato dalla crescita turistica. Dagli anni ’70, quando l’invasione turistica di determinate aree del pianeta già era una realtà, si cominciò a elaborare una critica ragionata ad alcune delle implicazioni di questo modello di sviluppo. Gli impatti negativi sull’ambiente, l’economia, la cultura o le condizioni di lavoro furono sempre più evidenti. Cominciava quindi a frantumarsi l’immagine gradevole di un settore che prendeva sempre più rilevanza nell’economia internazionale.
Da questa graduale insoddisfazione derivò all’inizio del 2000 l’idea del Turismo Responsabile. Dal principio servì ad albergare diverse motivazioni, quindi da subito diede vita ad un concetto dai multipli significati. Oggigiorno il turismo responsabile serve per identificare certe attitudini e sensibilità di determinati turisti che cercano altre forme di viaggiare, diverse dalle proposte più standardizzate dei grandi operatori. Preoccupazione agli effetti sull’ambiente naturale che si provocano come turisti, se il denaro speso arriva alla popolazione locale o come avere una relazione più vicina alla gente del posto, per esempio, danno un nuovo significato all’attività turistica: si cerca un maggiore coinvolgimento o implicazione pesonale.
La crescita di questo tipo di sensibilità, tanto fra i turisti come fra alcune imprese, si è cristallizzato in modalità come il turismo solidale o l’ecoturismo, che hanno trovato nel turismo responsabile un riferimento. Questo ha dato luogo ad una nicchia di mercato attorno a questo genere di offerte alternative. Sebbene all’inizio i suoi promotori non venissero dal cuore dell’industria turistica e quindi crebbe ai suoi margini, l’evoluzione propria del settore favorì il loro sviluppo. Le imprese turistiche cercano sempre più di offrire prodotti personalizzati, differenziati, che permettano al cliente una esperienza unica. Questo porta, senza che necessariamente si abbandonino le proposte più standardizzate come i resort all-inclusive, a che l’offerta si segmenti sempre di più e che poi cresca l’interesse delle grandi imprese per queste forme di iniziative collaterali come il turismo responsabile.
Conscie dell’evoluzione di una parte della potenziale domanda turistica e della stessa società, alcune iniziative impresariali hanno puntato sulla applicazione volontaria di buone pratiche, che si identificano anch’esse come Turismo Responsabile come le riconosce la Dichiarazione di Città del Capo sulle Destinazione dell’annno 2002. Politiche di Responsabilità Sociale d’Impresa, certificazioni o codici etici sono alcuni degli strumenti che il settore impresariale ha adottato per promuovere una gestione più attenta di fronte a determinate problematiche a cui si somma una maggiore capacità di comunicare una migliore immagine dell’impresa.
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Da un altro punto di vista, ed in contraddizione con quello detto prima, l’accumulazione dei conflitti relazionati all’attività turistica è stata un’altra fonte di ispirazione del turismo responsabile. Iniziative come l’Osservatorio del Turismo Irresponsabile, la campagna di Tourism Concern sulle cause dei conflitti turistici o la relazione di Alba Sud sui conflitti turistici in Centro America costituiscono una prova della sua progressiva rilevanza. Sono conflitti provocati dalla contaminazione ambientale, dal trasferimento forzato della popolazione, dalla privatizzazione ed eclusivizzazione di certi territori, dallo sfruttamento sessuale commerciale di minori, dall’accaparramento di risorse naturali come la terra o l’acqua, dall’aumento del costo della vita o dalle pessime condizioni lavorative, per citare solo alcune questioni.
Da questo punto di vista il Turismo Responsabile si intende come un movimento sociale in difesa della sostenibilità dell’attività turistica. Si previlegiano così gli interventi a favore delle popolazioni affettate negativamente dalle dinamiche turistiche o in conflitto, una maggiore sensibilizzazione di tutti gli attori implicati (turisti, imprese, popolazione anfitriona, istituzioni pubbliche) e lo sviluppo di modelli turistici più sostenibili adattati ad ogni contesto. Oltre alla logica volontaria delle iniziative impresariali si domanda una maggiore regolamentazione obbligatoria da parte dello Stato.
La coesistenza di questi multipli significati nell’idea di Turismo Responsabile non è semplice. L’importanza crescente di questo settore rende necessario che le distinte motivazioni che all’inizio coincisero all’origine del concetto continuino ad aderirvi e domandino un maggiore protagonismo. Questo evidenzia le sue contraddizioni, rende complessa la capacità di capirsi e riconoscersi e alla fine può compromettere l’uso del termine.
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