Punta Ninfas

Variazioni sul tema Patagonia: 24 febbraio / Trelew – Peninsula Valdes

Martedì 24 febbraio

Riposati e ripuliti, salutiamo i gentili ed efficienti gestori del Galicia ed alle 8:30 siamo su strada diretti a nord, penisola Valdes. La “Siena” è una macchinetta anonima che ci permetterà di affrontare gli sterrati in autonomia, a cominciare con quello di peninsula Ninfa. Visitata, è raggiungibile da Trelew con la Ruta 1, ma la Ruta 1 non si trova. Le indicazioni dei passanti sono per lo meno vaghe e contraddittorie. In pratica ti dicono sempre ciò che pensano tu voglia sentire e ciò non aiuta nessuno. Cartelli zero, perciò alla fine usciamo dalla città orientandoci alla meglio e lì, alla fine delle baracche di periferia che lambiscono la discarica, troviamo lo sterrato. L’auto da l’impressione di tener poco la strada ma le pendenze sono quasi zero e le curve ampie. Certo che ore sul “ripio” si sentono sulla schiena!

Il paesaggio non varia: tavolati di savana con guanachi e lepri, ogni tantissimo un incrocio con pista che va ad una estancia. Punta Ninfa non è inserita in nessuna escursione di 360°, quindi va controllato se ne vale la pena. Lo sterrato diventa pista di sabbia e finisce su una scogliera a picco con i resti di un faro in vetroresina. Il vento lo spazza potentemente. Alla Finisterrae ci sono due mezzi parcheggiati: un camper francese con famiglia in giro per il mondo ed un fuoristrada argentino con rimorchio. La coppia di argentini dice che sono qui per vedere le orche e che i francesi ieri alle 10:30 le hanno viste cacciare i pinguini. Ma oggi loro non sono stati altrettanto fortunati.

Punta Ninfas

La spiaggia, una sessantina di metri sotto, ospita qualche gruppetto di leoni marini e qualche elefante marino. Tutti pigramente stravaccati al sole, immobili. C’è un passaggio di 3m su una scaletta da barche decrepita fissata con un canapone alla scogliera: non è certo per tutti. Chiaro che venire qui solo per la remota possibilità di vedere qualche animale è un azzardo: Ma il luogo ha il suo fascino: ventoso. L’intera area è zona di riproduzione della balena franca australe ma da gennaio a marzo non ci sono. Proseguiamo per la penisola Valdes, che è parco con biglietto d’ingresso. La strada è asfaltata e ben tenuta, l’accesso è facilmente controllabile perchè è unico.

La “porta d’accesso al parco” ha tutte le informazioni ed un piccolo museo che visitiamo. Storia naturale, ambiente e gli immancabili Tehuelches che vivevano di caccia al “lobo”. Puerto Piramides è un minuscolo paesetto costiero in una baia. L’insediamento è protetto dai venti perchè al livello del mare, abbracciato dei tre lati dalla “meseta”. Oggigiorno vive di turismo naturalistico: escursioni guidate, immersioni, uscite in ogni tipo di imbarcazione per diporto o per osservazione e avvistamento fauna. Ed in effetti, balene a parte, ora c’è di tutto da vedere tra mammiferi ed uccelli. Ma la stagione, e con essa il picco d’affluenza, volge al termine. La Sabrina è di casa ed andiamo subito alla cabanas Cristal dove le fanno festa eppoi la aggiornano su alcuni pettegolezzi di questa piccola comunità.

Punta Ninfas

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