Acantillados Peninsula Valdes

Variazioni sul tema Patagonia: 25-26-27 febbraio / Peninsula Valdes ed epilogo

Lascio riposare e soprattutto godersi questi ultimi giorni di mare patagonico l’autore di questo diario e prendo la parola su Penisola Valdes per chiudere così questo collage di paesaggi e sensazioni di una bellezza incontaminata così come solo sa essere la natura nella sua semplice purezza.
Arrivati a Penisola Valdes, ultima tappa del viaggio Patagonia, anche il nostro Andrea è caduto nella trappola… Quale trappola ? Adesso lo spiego.
Eppure io lo dico a tutti: il mio posto favorito in Argentina è Penisola Valdes ed in particolare Puerto Piramides! E non sto dicendo Puerto Madryn, sia chiaro…

Punta pardela
Quindi dopo tanta Patagonia, estremo sud, le Ande, i laghi, i fiumi, le cascate, i boschi verdi, l’azzurro abbagliante del cielo, i ghiacciai pendenti o frontali, DOPO 100 KM di Ruta 3, steppa marroncina, polverosa, UGUALE PER ALTRI 400KM, la gente inizia a perdere qualsiasi speranza di arrivare in un posto che sia almeno paragonabile a quelli che li hanno lasciati esterrefatti fino ad ora. La premessa del paesaggio della Ruta 3 fa pensare che questa ultima tappa sia proprio l’ultima in tutti i sensi e forse si vedranno i pinguini, che solo si trovano nell’emisfero australe, e quindi valgono tutti questi chilometri di polvere e deserto, anche se nel retro mente la gente si domanda, ma i pinguini non stanno sul ghiaccio? E le balene? Ma a febbraio non le troverete, la stagione delle balene è da giungo a novembre.
Mentre Sabrina è li che freme, il suo solito entusiasmo si trasforma in euforia, già il sedile le sta stretto e diventa come di fuoco, impossibile trattenersi. Il sorriso non lascia un secondo il suo volto, anzi al contrario si stira sempre più, adesso esplode… lo sguardo invaghito e perso, come nell’ultima attesa verso un amore tanto desiderato.

Punta pardela
Il passeggero rimane confuso da questi segnali contrastanti e ormai a questo punto dopo 500 KM di Ruta 3 va bene tutto: soddisfatto, sazio delle meraviglie della Patagonia, considera che non ha bisogno del dolce, ormai va bene anche un paio di giorni rilassanti prima della rotta finale a Buenos Aires e poi e poi si rientrerà in Italia.
Questo sopore dura il tempo degli ultimi chilometri che completano così circa gli 800KM di Ruta 3 e finalmente vi siete assopiti e siete disposti a che sia quello che sia, intanto siete già appagati.
E invece NO! Arriva all’improvviso con il suo profumo di mare oceanico, vento senza vergogna, blu abbagliante del mare, forme insolite delle scogliere, fondo di mare ribaltato all’aria compattato da milioni di fossili marini, arriva così Penisola Valdes. Accidente geografico lo chiamano, si certo, ma l’accidente è quello che prende al viaggiatore e in questo caso anche ad Andrea, quando deve per forza rassegnarsi al fatto che il viaggio non solo non sia finito, ma che alcune delle sorprese più belle, e poche ore fa sembrava impossibile, sono proprio racchiuse dalla scrigno di Puerto Piramides e dintorni.

Costa de Puerto Piramides
Il paesino, un ferro di cavallo intorno alla spiaggia si compone di tre strade: Prima Bajada al mar, Avenida de las ballenas e Segunda bajada al mar. Lungo le strade simpatici piccoli hotel, ristoranti, negozietti, case locali, alimentari che vendono un po’ di tutto, uffici del Comune, i pompieri, la scuola, una roulotte che funge da “banca” mobile, una strada in salita, costruita sulle dune di sabbia e poi alle due estremità il mare e nel mezzo una spiaggia che cambia dimensione con la marea. Qui si mangia pesce ma soprattutto gamberoni e vieiras (cappesante), si cammina sulla spiaggia, si respira aria di mare, durante la stagione delle balene si sentono i loro sbuffi fino a terra, ma soprattutto è un paesino tranquillo, dove la gente se la prende comoda. E’ chiaro che vivere qui è una scelta di vita, non è il lavoro o un caso o per forza, è la vita che hanno voluto per sé e la loro famiglia, ed è questo che si respira principalmente nell’aria di Puerto Piramides, questa libertà e contentezza di chi è dove vuole essere, che si sveglia la mattina non sognando posti esotici ma contento e consapevole di essere qui e di goderselo ogni momento della giornata, giorno dopo giorno; questo è quello che vale per me Puerto Piramides.

E intorno il mare, l’oceano Atlantico, ma protetto e ammansito dal golfo, così che favorisce l’accoppiamento e il parto delle balene, le terrazze naturali sul mare che sono il trampolino di foche e elefanti marini, le “restingas” lingue di sabbia compatta che custodiscono preziosi molluschi scoperti durante le maree, che attirano uccelli e pesciolini come catena alimentare… e le scogliere, “acantilados”, che mettono alla luce, mille volte meglio di un museo i segreti del fondo marino, essendo emersi dal mare nell’era terziaria tra i 25 e i 2 milioni di anni e mostrando oggi fossili di ogni tipo, compattati dalla sabbia argillosa. Dicono anche, ed è vero, che ci sono le mitiche orche, che sulla costa sassosa tentano, e ci riescono, attacchi ai piccoli di foca; lungo la strada sterminata ci sono branchi di guanacos, ñañdù (struzzo americano), maras (lepri giganti patagoniche, endemiche di queste zone), martinetas (gallinella selvatica), armadilli (chiamati con vezzaggiativi come peludos), aquilotti a non finire, fenicotteri sulla spiaggia e durante i loro mesi la balena franca austral, tante proprio tante. I pinguini di magellano hanno una piccola colonia sulla costa davanti a Caleta Valdes… aspettate di vederla e poi ne riparliamo. E meno male che doveva essere un deserto!

Pinguino
Alla fine camminiamo sulla scogliera fossile, camminiamo abbagliati dalla luce del sole che si riflette nelle pozze d’acqua lasciate dalla marea nelle “restingas” camminiamo come in un paradiso assolato, dove pochi colori, il blue e il marrone creano sfumature infinite, con variazioni instancabili ai nostri occhi. Camminiamo giocando con le forme del terreno, attenti a non scivolare, e questo passo lento, concentrato e insieme meravigliato ci fa veramente congiungere all’essenza di questo posto, ogni forma ogni elemento ci comunica armonia e forza. Il silenzio delle parole si impone, coperto dall’ondeggiare del mare, dal gioco del vento con la sabbia, tanto vento, e continuiamo a camminare e non ci fermeremo.

Leoni Marini

E così siamo arrivati alla fine… alla fine della preparazione del prossimo viaggio in Patagonia e quindi all’inizio del Vostro viaggio adesso! Sono molto contenta di tutto quello che abbiamo visto e soprattutto di come lo abbiamo visto, di come si sono affrontati e risolti di volta in volta tutti gli interrogativi e alternative che sorgevano e di come sempre davanti a noi la meraviglia quotidiana di paesaggi e persone ci hanno dato tutta l’energia e il calore necessario per andare avanti, con gli zaini, la stanchezza, ma un’allegria incontenibile per tutta la bellezza nella quale siamo stati avvolti tutto il tempo.

ramonto mentre si monta la tenda

 

 

Se volete viaggiare con noi e conoscere la Peninsula Valdes, consultate le nostre tante proposte di viaggio in Patagonia.

Ringrazio Andrea Benvenuti per aver passato serate al lume della torcia elettrica dopo giornate faticosissime a scrivere in modo certosino questo diario di viaggio, che vista la mia ritrosia innata a scrivere non avrebbe mai visto la luce. Ugualmente ringrazio Riccardo Soli, collaboratore fondamentale e costante da quasi 15 anni, ideatore e curatore di questo blog e del sito web di 360, che ha trascritto instancabilmente le pagine manoscritte del diario e selezionato le foto più belle.
Andrea Benvenuti, guida ambientale escursionistica, facente parte del Soccorso Alpino e Speleologico italiano, si è ritrovato ad applicare e consolidare una e una volta ancora durante i vari percorsi di trekking di questo viaggio le sue conoscenze e la sua lunga esperienza, senza le quali questo viaggio non sarebbe stato possibile. 

Scrivendo il diario a Cabañas cristal p piramides
Ringrazio la mia mamma per la vita che mi ha dato, per avermi cresciuta e per il regalo di questi ultimi (quasi) due bellissimi anni di compagnia e amore incondizionato.

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