Carretera Austral

Variazioni sul tema Patagonia: 20 febbraio / Villa O’Higgins – Cochrane

Venerdì 20 febbraio

Alle 7:45 siamo dunque davanti a Buses Katalina. C’è già un piccolo bus con un piccolo uomo che si affanna sul tetto e non sta fermo un secondo. E’ tarchiato, porta un corpetto di piumino senza maniche, camicia e basco in testa. Prima carica tutti i bagagli sul tetto, poi assegna personalmente i posti migliori ad una signora con bambino piccolo ed altre donne. I ragazzotti li mette in fondo… insomma cura personalmente il trasporto ed il benessere del passeggero. Noi siamo gli unici non cileni su 24 passeggeri. Il corridoio viene annullato dai sedili pieghevoli, così partiamo tutti belli incastrati, con la benedizione della pingue ragazza dell’agenzia, la donna ideale di Botero.

Il viaggio è di circa 225Km fino a Cochrane, sul tratto più meridionale della Carretera Austral. Tempo previsto: 7 ore (dalle 8 alle 15). Costo 8000$ cadauno = 11.50€. Ci sono dei trekkers ma la maggior parte sno abitanti di Villa che vanno “in città” (Cochrane conta circa 6000 abitanti cioè 10 volte Villa). La prima sosta è 1 minuto dopo la partenza per consegnare la lista passeggeri con le generalità e documenti ai carabineros, che qui pare siano l’unico corpo organizzato. Perchè per il resto ognuno tira a campare come può.

Carretera Austral

Questo luogo sperduto fu raggiunto da padre Lorenzo Ronchi, nato a Milano nel 1930, all’inizio dei ’60. C’era una estancia. Ci volevano 10 giorni a cavallo per venire ad accudire le 27 anime. Nel ’65 il governo ci mandò i carabineros che fondarono la scuola, aveva 7 alunni. Oggi fa comune e come ogni comune ha la sua piazza centrale con panchine, scivoli e l’immancabile busto in bronzo di Bernardo O’Higgins, eroe nazionale il cui motto fu “viver con cuore, morire con gloria”. La TV e la scuola si incaricano di piantarlo bene nella testa dei cileni. Ma divaghiamo.

Il primo tratto di Carretera è semplicemente commovente. Ti fa capire com’è piccolo l’uomo e quanto grande e difficile sia questo paese. L’Aysen ha boschi, montagne, laghi, pantani, fiumi ovunque. E’ il paese dell’acqua. Quelli dei fiumi e ruscelli è potabile. Ma è anche un’orografia tormentata da un clima rigido. Anche a cavallo non è un terreno facile: i boschi sono spesso impenetrabili, i pantani poi… E’ una terra ostile alla vita dell’uomo nel senso che ha poche risorse: niente selvaggina (qualche guanaco, trote, salmoni). Prima delle estancias di bestiame era poco popolata dai tehuelches. La strada, una sterrata tutta rughe, a tratti stretta intagliata nei fianchi dei monti, è un’opera assolutamente fondamentale di cui il paese giustamente ne è fiero. Il bus arranca su questa sterrata nazionale a suon di musica cumbia e barzellette di un cabarettista. Sosta per sgranchirsi dopo 90 minuti, passa un camion dell’esercito. Manutenzione stradale segnalata con enormi cartelli che inneggiano all’unità e allo sviluppo del Cile.

Carretera Austral

A metà strada c’è un traghetto che attraversa un fiordo. Mezz’ora di navigazione e l’autista, senza mezzi termini, invita tutti ad andare in bagno e a non chiedere, dopo, di fermarsi. Il primo incrocio è a 150Km, il primo paese a 225 ed è la meta di un giorno di viaggio. Villa O’Higgins è tuttora non coperta da segnale Movistar (cellulare) e internet è a pedali e non ce l’ha nessuno. se tu che leggi farai questo percorso, siediti a destra nel bus. Alle 15 siamo a Cochrane. Pioviggina poco. L’obiettivo è verificare la percorribilità della Carrettera Austral con mezzi pubblici, e fin qui ci siamo. Vorremmo proseguire per Puerto Argentino, ma delle 4 compagnie non parte a bus da Cochrane fino a lunedì. C’è un branco di autostoppisti mochilleros che staziona sotto l’immancabile tettoia della piazza centrale.

E’ presto e decidiamo di provare, ci piazziamo appena fuori del paese vicino alla fermata dell’autobus. A 60Km c’è IL bivio, potremmo anche andare a destra per Chile Chico (180Km da qui), posto di frontiera autorizzato. Ha piovuto poco e la strada è polverosa. Passano “camionetas” (= pick-up), qualche camion e poche auto. Si ferma Louis, dice che va una estancia a 20Km, ci lascia all’incrocio. Saliamo. Lavora alle infrastrutture del Parco nazionale, segue la Juve e Andrea Pirlo. La strada che passa lungo il fiume Bakus è spettacolare, oh viaggiatore siediti a sinistra. Al bivio c’è l’estancia. Taylor ci regala pure un pollo congelato… e siamo fuori. Posto meraviglioso, ma ora? Ci avviamo tanto per non stare con le mani in mano. Dopo circa 4Km si ferma un camion che però ci porta solo qualche chilometro oltre, fino ad una cava d’inerti. Camminiamo ancora un po’ fino ad un lungo rettilineo in leggera salita, posto buono per avvistarci e fermarsi. Poi lì accanto c’è anche un posticino pari dove potremmo piantare la tenda per la notte. E sono le 18, è nuvoloso e c’è poco vento.

Le “camionetas”, che qui sono la maggioranza, non si fermano. In questo paese l’autostop lo fanno solo gli squattrinati. Ma se non ci sono autobus per due giorni e neppure si può noleggiare un veicolo qui e riconsegnarlo altrove… uno che deve fare? In più adesso rischiamo di non arrivare ad un paese nemmeno domani perciò lunedì l’autobus che passerà sarà pieno e ci lascerà per la strada. Il rimedio peggiore del male. E’ ovvio che abbiamo sbagliato a salire con Luis: i passaggi si accettano solo fino ad un paese, ed il prossimo è 40Km oltre. Passeremo qui la notte ed inoltre il tempo peggiora. Si ferma una coppia di mezz’età, vanno “10Km oltre”. Contemporaneamente dall’altra parte arriva una camionetta con padre e figlio ragazzetto. Ci vedono lì fermi e si informano se c’è bisogno. Vanno a Cochrane. Saliamo con loro e dopo mezz’ora siamo di nuovo in piazza.

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Ci indicano l’Hostal Bomberos, a 2 “quadras” dalla piazza. Ci andiamo. Il titolare, Raul, un taccagno inventato che maschera l’avidità con solidi principi fortificatori di corpo e spirito, ci assegna la solita cuccia di cartone e sparisce. Ha anche l’alimentari accanto ma non serve pane a colazione e la doccia dice di farla fredda che è più sano. Con la benedizione del Signore, l’ostello è pieno anche di gente che si sposta per lavoro. Noi ci cerchiamo un alimentari e chiediamo se qualcuno va verso Chile Chico domani. Ci indicano uno spaccio in cima al paese dove organizzano trasporti “particolari”. Lo spaccio vende di tutto ed è gestito da una vecchietta che comanda l’insipido maritino a bacchetta. Lui da solo non prende alcuna iniziativa e questo infastidisce lei. Per portarci a Chile Chico chiede 115’000$CL, sono circa 180€, uno sproposito e glielo diciamo. Fino al bivio (60Km) ne vuole 40’000 ma noi vogliamo sapere quali bus passeranno di lì domani, a che ora e dove sono diretti. Ad ogni domanda ci deve pensare sul serio, si mette il dito sulla bocca, guarda da tutte le parti… uno strazio! Suggeriamo che esiste il telefono, se può chiamare qualcuno… Lui guarda la moglie, lei annuisce, lui fa un paio di chiamate e ci dice che gli autobus passano dall’incrocio “verso le 7 o le 8”. A noi va bene partire alle 5, se necessario. Lu tergiversa, alle 5 è ancora buio… Rimaniamo per le 5 da Bomberos, se c’è qualche cambiamento ci cercherà. 20 minuti dopo siamo a cena in una trattoria frequentata da giovani e arriva lui: niente autobus domani. A questo punto posticipiamo alle 9. Da Bomberos lo scaldabagno da 6 litri (!) non va e c’è puzza di gas. Con l’aiuto di Dio lo aggiusta un ospite. Piove tutta la notte copiosamente.

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