Villa O'Higgins dall'alto

Variazioni sul tema Patagonia: 19 febbraio / Villa O’Higgins – Ghiacciaio Submarino

Giovedì 19 febbraio

Altra giornata che pare iniziare male, si aggiusta in seguito. Il bus per il resto del Mondo va due volte la settimana, verso nord, a Cochrane, 225Km, ed è domani. Andiamo subito dalla compagnia Buses Katalina e miracolosamente abbiamo 2 posti sul bus di domani alle 7:45. Ci trasferiamo armi e bagagli ad un ostello più vicino e anche più carino: Hostal Fabiana. E’ casa sua, lei è gentile e riservata. Ha una figlia grande che lavora a Santiago ma è qui con il fidanzato, poi ha un bimbo di un anno che allatta. Mollati gli zaini partiamo per una passeggiata. Chiediamo informazioni all’ufficio del CONAF ma quello, pur volenterosissimo, non ha cartina e descrizioni. Ci cita il ghiacciaio Mosco (2 giorni a/r con bivacco attrezzato: no) oppure il submarino: 5 ore sola andata ma il sentiero non è ancora nè segnalato nè descritto. Lui ci stampa uno screenshot di Google Earth e ci indica il ponte da passare per beccare l’inizio della traccia.

Vista a sud sul lago O'Higgins

Arrivati da quelle parti c’è una casetta ad un vano, 2m per 5 circa, rivestita di tegole di legno azzurre. E’ la casa che disegnano i bambini: porta, finestra, tetto con camino che fuma. Non stonerebbe in una favola. Chiediamo lì. Apre un vecchietto arzillo dall’occhio svelto. Si chiama Figueroa e vive lì da solo da quando rimase vedovo, 15 anni fa. Ci fa una buona descrizione e ci accompagna personalmente su un sentiero fino alla passerella. Lì ci invita per oggi pomeriggio, quando torneremo, ad un mate con lui. Poco oltre arriva un omino spingendo una carriola vuota. Ci dice che il sentiero c’è, lui c’è stato l’altro ieri con una sua bestia a fare la legna. Ci descrive l’attacco, che difatti troviamo subito.

Casa del guardiano! ai piedi del cerro submarino

La traccia si stacca dalla sinistra orografica del rio Mosco (originato dal cerro Mosco, così chiamato perchè “da fastidio come una mosca” secondo Figueroa) e sin’oltra nel bosco fino alle pendici del cerro Submarino. Strano nome per un monte. In ogni caso noi seguiamo il ruscello come han detto tutti, arriviamo in cima alla sterrata, non vediamo la prosecuzione e continuiamo a naso finchè sulla destra salendo la Sabri non scorge una traccetta che (mai segnata ma percorsa) ci riporta su un “sentiero”. O meglio un percorso che risale molto più ripidamente una costola stondata accanto al ruscello. La risale, la risale… per 1000 metri perchè poi, già oltre il limite della vegetazione, siamo sulla pietraia eppoi la morena.

Il ghiacciaietto Submarino è piccolo, minuscolo. Termina in una lagunetta a 1350m, sul contatto geologico ha una formazione rossa (ad est) ed una grigia (a ovest). C’è vento e c’è freddo, ma il tempo regge. Mangiamo ai piedi (letteralmente) del ghiacciaio, poi vegliamo dare un’occhiata oltre la cresta perchè di là c’è il lago O’Higgins. Non abbiamo carte, ma la cresta è stondata e pietrosa, dunque percorribile. Aggirando qualche nevaio la raggiungiamo facilmente. E il “brazo norte” del lago O’Higgins appare ai nostri piedi! 70Km di lago lungo e stretto, incredibilmente turchese. Di là monti altrettanto alti, innevati. Di fronte a noi si apre una valle laterale, glaciale con due laghetti in cima. Uno spettacolo idilliaco da set di Lord of the Rngs. Sapremo poi che il suo proprietario non la utilizza in nessun modo. A codesta vista ci prendiamo 5 minuti e in quel mentre un condor sbuca sotto di noi e si libra verso il lago. Ha una enorme macchia bianca sulla pagina superiore dell’ala, quella che di solito non si vede.

Camminando sul ghiacciaio

Comunque sono le 16:20, abbiamo salito 1250m e dobbiamo muoverci per tornare. A balzelloni su roccette di scisti tritati eppoi per prati in poco tempo raggiungiamo quota 1040, il limite superiore del bosco e chiudiamo l’anellino superiore. Sempre velocemente scendiamo il sentiero salito stamani e troviamo in fondo, senza sforzo, la strada equivocata in salita. Alle 18 siamo a casa Figueroa ma lui sta uscendo: è il guardiano della discarica dei rifiuti e deve andare a chiuderla. Ci salutiamo ed andiamo a cercarci una birra. S’è fatto 2500m di dislivello e 15Km, la passeggiata ha preso una piega inaspettata e ben gradita. In vista di domattina dobbiamo pagare il B&B (10’000$ cadauno = 14€) e cenare. Ma non abbiamo abbastanza pesos perciò vorremmo pagare il B&B in euro e almeno cambiare.

Gli euro sono nella mia borsina blu del passaporto mentre quest’ultimo ce l’ho in tasca. Ma non trovo la borsina blu. Svuoto tutto lo zaino ma non c’è. Frugo in tutte le tasche, perfino in posti assurdi… niente! Dentro ci sono un sacco di soldi. Abbiamo pesos argentini, pesos cileni ed euro, più una carta di credito ma non funziona ovunque. La Sabrina apre tutto e controlla a sua volta… ma la borsina blu non c’è! Sono le 19 passate, domattina alle 7:45 abbiamo l’unico bus per Cochrane… facciamo mente locale: l’ultima volta gli euro sono serviti per il passaggio in barca fin qui. Li avevo io e ho tolto la borsina dallo zaino già sottocoperta della barca. Poi ho rimesso tutto a posto. O forse la borsina è rimasta lì? Il beccheggio era forte, si ballava di molto. Ci sta che mi si sia spostata o caduta. Contattiamo, con l’aiuto della Fabiana, Lorenzo Alberto il barcaiolo. Il quale, gentilissimo, ci fa venire a prendere dal secondo e ci porta al molo (7Km). Montiamo in barca sapendo che dal nostro arrivo non ci sono stati altri viaggi. Frughiamo ovunque alla luce di pile elettriche… ma il borsino non si trova! E se qualche passeggero l’avesse raccattato da terra? Noi due siamo sbarcati per primi, forse non lo sapremo mai. Il danno è grosso e la delusione anche. Ci riportano al paese, loro dispiaciuti per la nostra situazione. Entriamo da Fabiana col morale a terra, poi ci viene in mente l’ultima chanches: l’ostello Glaciares. Fabiana ci vede uscire nella notte, ormai è tardi. Ci lascia la cena per pietà e perchè sue “genero” ha fatto 3Kg di agnello al forno. Arriviamo senza troppa convinzione al Glaciares ed i soliti di ieri stanno facendo un aperitivo a base di “punch”. La gestrice ci chiede se siamo venuti per le ciabatte: si tratta di un borsino blu, se per caso è qui. Il volto s’illumina… ah, è vostro? L’abbiamo trovato stamani, pensavamo fosse degli spagnoli che sono partiti oggi… abbiamo guardato dentro… un sacco di soldi e nessun indirizzo. Abbiamo chiesto anche ai carabineros ma non sapevamo che fare.

Noi invece sappiamo benissimo cosa fare: nell’ormai cuore della notte andiamo allo spaccio aperto 24 ore e compriamo da bere per l’ostello, per capitan Leonardo e per la buona Liviana. Facciamo il giro del paese a consegnare bottiglie di pisco e torniamo in ostello a mezzanotte fatta, con la borsina portata in trionfo. E c’hanno pure lasciato la cena.

Rodeo Villa O'Higgins

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