cerro torres

Variazioni sul tema Patagonia: 15 febbraio / parco naturale Fitz Roy

Domenica 15 febbraio

Strane storie accadono nel Bosco dei Cento Anni: la fanciulla con la chitarra che fine ha fatto? Dalla sua tenda monoposto esce un giovane curatino, sembra un ufficiale Austroungarico. Si veste con cura, smonta meticolosamente il campo e se ne va a passo sciolto. Noi s’aspetta in tenda che almeno il sole ci scaldi. Poi ingolliamo qualche fetta di pane con il dulce de leche, smontiamo e via. Il tempo s’è rimesso e prendiamo un sentiero che, passata una costola, c’immette nel versante che guarda El Chalten. Poca gente su questo sentiero ed oggi è domenica d’estate. La Sabri ha preso freddo (o forse ha mangiato poco?) fatto sta che non è al 100% e se la prende con calma. Ha ragione perchè non c’è fretta anche se il vento aumenta. Dietro al primo passo c’è un pianoro ad ecotono ed un secondo passetto, poi due lagune. Alla prima spiaggia il vento ha già rinforzato, uscendo dal basso ci investe con raffiche potenti. Ci sdraiamo a pancia in su sui sassolini caldi. In questo collegamento di un paio d’ore (tempi ufficiale “tirati” come al solito) s’incontra poca gente, per lo più giovani trekkers anglosassoni e francesi.

processionaria

Ad un certo punto sulla sinistra appare lui, El Chalten alias Cerro Fitz Roy, 3400m come la pala di una vanga. Linee essenziali, eleganti come solo il granito offre. C’è un diedro verticale che arriva quasi in vetta. Ma a destra e a sinistra le guglie, torri e pinnacoli altissimi si sprecano e colpisce l’ambiente di alta montagna severa a sì bassa quota (il campeggio Pinault, alla base della morena, è ad appena … m). Ancora notiamo come il parco abbia messo mano al sentiero con passerelle e ponticelli in legno locale. L’area camping è affollata di tende e gente d’ogni sorta. Noi ci mettiamo al margine in una zona assai protetta dal vento dell’ovest che ora soffia decisamente forte. La Sabrina è poco in forze e a malincuore non mi accompagna in cima alla morena, dove si ha una vista spettacolare su tutto il gruppo Fitz Roy.

fitz roy

Il sentiero, segnatissimo, è frequentatissimo. Cartelli bilingui avvertono della ripidità e della necessaria condizione fisica. Tempi un’ora ma per gente abituata. In effetti è ripido, ghiaioso o a gradini e si inerpica per la costola esposta al vento che oggi è forte. 400m di salita e vedo intere famigliole in scarpe da ginnastica e foulard svolazzanti arrancare senza avere il fiato per salutare con l’hola tradizionale. Di contro chi viene giù è imbacuccato ed intirizzito, alcuni hanno paura a scendere, altri saltellano come camosci. In cima mi trovo un posticino fra i massi e al riparo dal vento ammiro la laguna Los Tres, poi mi sposto a sinistra e destra ma il vento è veramente forte. La via degli alpinisti sale a destra ed attinge il ghiacciaio, poi risale uno scalone granitico fino ad un campo base proprio sotto la parete est. Ho freddo, sono scarico e vado giù a corsa finchè in fondo alla morena trovo la Sabri che mi è venuta incontro. Lei imbacuccata nel piumino. Non possiamo mangiare caldo, perciò ci rintaniamo in tenda e anzi ne proteggiamo i bordi con tronchi secchi perchè il vento aumenta. E dentro si gela. Infilati nei sacchi a pelo biascichiamo pane e salume al freddo. Di notte il vento aumenta ed ulula nel bosco. Sembra (anzi è) un rombo crescente. Poi attacca anche a piovere e la notte passa in tempesta in piena regola.

Andrea

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