panoramica glaciar torres

Variazioni sul tema Patagonia: 14 febbraio / parco naturale Fitz Roy

Sabato 14 febbraio

Come direbbe Gian Burrasca “Giornalino mio, non avevi idea di dove saresti capitato”. Di buon’ora usciamo e prendiamo un taxi per farci portare da Merlino, guida alpina di qui. Il tassista non trova la strada (visto che il paese è grande quanto Pruno!) e la deve chiedere. Merlino ci accoglie, parla l’italiano, ha lavorato a Courmayeur e Chamonix tra il 2012 e il 2013. Ci dice che il giro al ghiacciaio sotto al Cerro Torre le guide non lo fanno più da qualche anno perchè il fronte del ghiacciaio si è ritirato e la superficie è troppo tormentata e pericolosa. Inoltre c’è da scendere una fissa di 20m. Vabbè, se lo dice lui non gli chiediamo nemmeno i ramponi. Invece per la tirolese ci fornisce lui due imbraghi con moschettone non senza assicurarsi che li sappia usare. Quando gli dico che ho 25m di cordino del 6 si tranquillizza. Il tempo dà bello al computer ma per ora invece è nuvoloso, ventoso e con qualche goccia.

laguna torres
La camminata inizia dal paese, risale una valle lungamente attraverso boschi di nires che notiamo essere attaccati da processionarie che fino a 4 anni fa non c’erano. Ora sono sparse ovunque e spelacchiano le chiome. Su ottimi sentieri ben segnati e curati si arriva ad un’area campeggio, il Campo Base De Agostini, circa 8Km dal paese con dislivello +220m. Siamo prima della morena di Laguna Torre, il posto è riparato dal forte vento dell’Ovest. Noi montiamo la tenda, poi vediamo di proseguire in direzione del Cerro Torre, fin dove si può arrivare. Con vento contrario fortissimo che ci porta pure la pioggia che sul Cerro Torre è neve ma che ci arriva in faccia quasi orizzontale, si giunge all’emissario della laguna, quello da attraversare con tirolese. La tirolese c’è, è fatta di due corde ancorate sui massi e rinviate su un bel fix da 10, tese a paranco. C’è anche una carrucola. Il vento però è così forte che alza pure la sabbia, decidiamo di desistere e ci rifugiamo in tenda.

vento davanti laguna c torre
Una buona ora dopo risiamo sul posto, il vento è cessato e attraversiamo la tirolese senza intoppi. Il tragitto lungo la morena glaciale ed il bosco è dato per un’ora, ma la valutazione è tirata per difetto, come altri tempi di percorrenza indicati sulla carta del parco. Insomma a parte un paio di frane e un torrente sbuchiamo sopra l’ultima lingua di ghiaccio, 200 metri più in alto. E’ tardi e dobbiamo rientrare ma ne è valsa la pena: la vista sul ghiacciaio è spettacolare ed è evidente quanto si sia ritirato. Il Cerro Torre stesso si concede solo nella parte inferiore ma a fine giornata lo si riesce a vedere per un attimo sgombro da nuvole. Al campeggio siamo in 10 tende, compresa la ragazza con la pipa e una chitarrina blu che ha montato una tendina da 1. La notte fa un freddo cane e siamo con i piumini nel rispettivo sacco a pelo… questa tenda è un freezer.

tirolesa rio froy

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