alba alla laguna escondida

Variazioni sul tema Patagonia: 4-5 febbraio / Circuito “Dientes de Navarino”

Mercoledì 4 febbraio

2° tratto: Laguna del Salto – Laguna Escondida

“Sei sveglia?” “Sì”. Apriamo un occhio e c’è una luna che buca la tendina superleggera. Sono le 4:30, si sgranocchia qualcosa e poi ci rimettiamo in stand-by in attesa della luce che ci consenta d’andarcene da lì. Alle 6:30 ci alziamo tutti rattrappiti e con due occhiaie così. Gli zaini sono in un sacco della spazzatura che ieri ho legato ad un mio bastoncino piantato nel pendio ripido. Ci sgranocchiamo un torroncino ripromettendoci di fare cioccolata calda, zuppetta liofilizzata ed ogni ben di dio una volta scesi alla laguna, posto camping ufficiale. Con due salti guadagnamo il sentierino di sopra. Siamo un po’ più riposati di ieri sera ed il passo è più sicuro. E ce n’è bisogno perchè la traccia continua stretta, franosa e soprattutto esposta finchè bruscamente svolta giù a destra per un ghiaione fino alla laguna, luogo incantevole dove dall’alto vediamo tre tende.

Ci arriviamo quasi alle 8, ieri sera avremmo proprio rischiato! bella giornata, abbiamo una fame da lupi e troviamo un posticino asciutto dove sederci. Tutto interno è torbiera dove lo scarpone affonda e l’acqua sprizza. Prepariamo le due cariche di gas acquistate ad Ushuaia nel figo negozio della via centrale. La prima carica, bombolina da 80gr made in Grecia… non chiude bene ed una volta perforata il gas scappa da sotto ed è perso. Fregatura! Compriamo la seconda carica, italiana, comprata nello stesso posto (non si può portare gas in aereo!)… anche questa si svuota da sola perchè non aderisce bene. Eppure il mio fornello non perde e a casa ho tolto io l’ultima bombolina ancora valida prima d’impacchettare il fornello. Siamo senza zuppetta calda adesso e forse in futuro. E con due bombolette vuote da trascinare appresso. Grrrr!

Questa laguna è raggiungibile anche dal basso, risalendo l’emissario. Così si può fare un giro ad anello di 14Km, dato per 10 ore. Il circuito continua e noi con lui. Però d’ora in poi il sentiero non c’è proprio e lo si indovina seguendo le impronte dei predecessori, gli ometti e (ogni tanto) le paline. C’inerpichiamo su per un ripido affluente fangoso finchè ad una sosta su un masso sentiamo sfrascare… sbucano in due CON UNA TAVOLA DA SURF! che si trascinano per questi monti. Lui, il surfista, è venezuelano, è venuto da casa in bicicletta fino a Ushuaia (con la tavola da surf) e sta andando al lago Windland e Baia di Windland a cavalcare le onde di Capo Horn. Lo accompagna un armadio squadrato con accetta, barbuto trappeur. E’ Alascano, guida fluviale. Brevi convenevoli e come cinghiali si infrattano nella macchia (notosa).

La giornata è splendida e la salita esce ora dal bosco e si svolge su nuda roccia, più o meno senza un sentiero ma seguendo ometti. Questi monti sono aspri e aguzzi, “dientes” appunto. Sembrano ipccole Dolomiti, ne hanno la severità ed anche i colori. Attraversiamo due passi con altrettante “lagune” (ovvero laghetti) retrostanti qualche nevaio. Non abbiamo i ramponi, la pendenza è significativa e in fondo c’è il lago ma la giornata soleggiata ha riscaldato i versanti nord e la neve è ammollata. Restano invece le raffiche di vento che ci rallentano non poco. L’ambiente è severo, il condor ci sorvola molto alto (non sarà mica un avvoltoio?) Tiè! e finalmente dal Paso de los Dientes lo sguardo abbraccia la parte sud dell’isola. Si vede fino alle isole di Wollaston, quelle di Capo Horn, a soli 1000Km dall’Antartide. Ora però c’è da scendere e l’intero versante sono sassoni, ghiaioni e sassi grossi che rendono faticoso avanzare. Stiamo girando “dietro” il massiccio, sul versante sud ed in senso orario.

L’ennesima “laguna” spettacolare, poi risaliamo una dolce valle con rocce montonate per sbucare nell’anfiteatro della Laguna Escondida, la nostra meta per oggi. S’è fatto un 5h30′ di cammino faticoso e tecnico, la media è di 1.6Km/h ed è in linea con le descrizioni forniteci. Ci pregustiamo un campo come si deve perciò montiamo la tenda in un posticino (quasi) riparato dal vento, accendiamo un fuoco con nires secco e ci facciamo pure una lavata nella pozzetta personale. Il posto più spettacolare (e più esposto ai venti) è occupato da una tenda rossa. Se lo tengano pure. Noi ci accontentiamo delle zanzare fameliche come “midgies” scozzesi e ci domandiamo cosa succhino quando non ci sono cristiani. Il fuoco, questo caro amico dell’uomo, ci scalda l’acqua per le zuppette, ci scalda le mani e il cuore. In barba al campingas. In cinque minuti si rannuvola, gocciola e diventa freddo. Ci rifugiamo in tenda, che sarà anche iperleggera, ma tiene anche superpoco il calore. Buona per i trek in Sicilia, per i trek a 55° di latitudine sud è “freschina”.

Pietraia Isla de Navarino

 

360 di bellezza

 

Giovedì 5 febbraio

3° tratto: Laguna Escondida – Laguna Martillo

Altra giornata bella e ce la prendiamo comoda: colazione calda cioccolata e miele, partenza verso le 8:30. Lasciamo questo stupendo anfiteatro direzione SW verso il Paso Ventaron (un nome una promessa), il punto più meridionale del trek. Seguiamo su terreno roccioso gli ometti a vista e la Sabri legge il libretto della descrizione ufficiale che a me sta antipatica perchè il testo spagnolo è molto ampolloso e di poca utilità pratica anche quello inglese è ancora più stringato. Molto fumo e poco arrosto. M’immagino che significhi trovarsi nella nebbia con solo quel testo! Il Circuito conta 38 paline georeferenziali con coordinate, apposte nel 2001. La cartina reperita a Puerto Williams e la pubblicazione ufficiale riportano le coordinate, così nonostante sono ambedue imprecise e i pali a volte si vedono male. Il n° 21, nell’ampia spianata nuda prima della salita al Ventaron, non c’è proprio.Poco male tanto non si potrebbe passare da nessun’altra parte.

Dalla cima di questo passo (solo 696m) si vede benissimo la fine del Sud America. Siamo a 55°01′ Latitudine sud, c’è un tempo splendido con raffiche di vento da sud che ogni tanto obbligano a efrmarci e puntellarci coi bastoncini. Intorno i monti sono sui 900-1000m ma sembrano più alti per via dei nevai che qui iniziano già sui 750m. L’ambiente è di nuda e severa montagna e il sentiero pure: taglia il versante a ghiaione, alla nostra sinistra si apre una valle stupenda orientata N-S. Noi percorriamo il bordo NE. Così tra pietraie, boschi di nires piegati dal Viento Sur e lagunette tra le colline si sbuca al 1° posto tenda, all’inizio della Laguna Martillo (palina 26). Potremmo anche proseguire, è presto. Ma il luogo è stupendo, c’è tutto ciò che serve, il tempo ottimo e senza vento, il prossimo posto camping si vede da qui ed è occupato… ci fermiamo per oggi.

Fuoco, zuppetta istantanea con pane, coppa e cacio, laviamo mutande e calzoni poi mi lavo nella laguna, il bagno più australe e veloce della storia perchè mentre sono nell’acqua di colpo si alza il vento. In 5 minuti è tutto nuvoloso e comincia a piovere. La temperatura precipita e noi ci rifugiamo in tenda. Gli zaini rinchiusi nei sempre provvidenziali sacchi neri ci riparano la tenda dal vento e dove non bastano faccio un muretto di pietre a secco. Intanto la Sabri accusa un malore (penso da sfinimento cioè più dispendio che apporto), si mette nel sacco a pelo e le metto addosso tutto ciò che abbiamo: piumini, vestiti. Meno male che s’è fatto attempo a mangiare caldo! Piove a vento tutta la sera e la notte ma noi siamo asciutti. La tenda è un frigorifero. Dimenticavo: prima del cambio meteo sono passati di qui due ragazzi americani che erano con noi sul gommone. Si portavano (o erano seguiti) da 2 cani bianchi di grossa taglia, uno col collare. I cani gli si erano appiccicati da 3 giorni, hanno annusato il nostro campo e noi gli abbiamo tirato qualche urlaccio finchè non hanno proseguito. La Sabri dice che a El Chalten (luogo molto più turisticizzato) ti fanno la multa se ti fai seguire dai cani del paese.

accampati alla laguna escondida 2 notte bagno laguna martillo  terza notte

Per chi volesse maggiori informazioni sui nostri viaggi o volesse contattarci per avere altri dettagli su questo itinerario, lo può fare dal nostro sito internet: www.360responsibletourism.com

Un pensiero su “Variazioni sul tema Patagonia: 4-5 febbraio / Circuito “Dientes de Navarino”

  1. Bravi, scrivete. Portateci notizie, foto, storie. Posti selvaggi, ma non solo i posti. Anche la gente sa di selvatico: il gestore dello spaccio a Puerto Williams, il surfista. Buon proseguimento, viva le zuppette calde.

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