Salina Grande

PAGINE DI VIAGGIO NOA: SALTA – JUJUY MARZO 2015

Dalla bella e movimentata Buenos Aires in due ore di volo alla luminosa Salta che ci accoglie con il suo elegante tratto coloniale, la luminosità e il calore della gente andina. Ottima base per un tour che segue le preziose indicazioni fornitaci da Sabrina e con un sacchetto di foglie di coca che ci aiuta nella guida ad altitudini per noi inusuali.

Partiamo per Cafayate sulla 68 e ci immergiamo nei colori delle Ande che cambiano ad ogni tratto lungo la ottima strada che scende a sud. Colori ocra, giallo, violetto che sprigionano da forme sempre diverse di rocce, di montagne, di alveo di fiumi. Il fascino e l’armonia di forme e colori della Quebrada de las Conchas:  il Castillo, l’Anfiteatro, la Garganta del Diablo ci regalano emozioni e visioni inconsuete. Un cartello ci permette di aprirci ad altre ricchezze della cultura Diaguita al di là e in stretta sintonia con gli scenari affascinanti de la Pachamama: “Sito Sagrado..Una puerta al inframundo”.

Cafayate bella e turistica con le sue invitanti Botegas de vino  (..siamo sulla ruta del vino di Salta) i suoi drappi colorati di tessiture andine. E poi via sulla mitica Ruta 40 ( 4500 km dalla Terra del Fuoco  e su su, a Nord attraverso tutta l’Argentina) inizialmente  tra ricchi vigneti e poi tra forme diverse di passi e  monti andini su un  sterrato che si apre sempre a nuovi colori e scenari.. rocce, villaggetti, una chiesetta, muri in mattoni cotti al sole e infine Cachi. Che aria ragazzi e che sole luminoso e che quasi  ti scotta …siamo a 2500 m. Una atmosfera accogliente di gente che trasmette calma e gentilezza. Sono i discendenti dei Calchaquì l’ antico popolo dal quale prende il nome la valle. La piazza con il suo mercato, le erbe medicinali, il piccolo delizioso museo storico-etnografico,  le stoffe colorate e un po’ di magia che cogli qua e là ai tavolini sullo sterrato … la Croce del sud bassa sull’orizzonte, l’asado con il vino ..Da starci felicemente impigriti a farsi scorrere il tempo addosso.

Cachi

Ma via a est sulla 33 per riprendere la 68 ad El Carril,  salendo tra le nuvole lungo la retta di Til Til, alla chiesetta di San Rafael a 3500 mt, dove la devozione di passaggio lascia offerte e qualche fogliolina di coca; le emozioni quasi ci sovrastano incontrando la Cuesta del Obispo che si affaccia alla Valle Encantado,  Il Parque Nacional de Los Cardones con vaste lande verdi in alta quota punteggiate da cactus e qua e là un guanaco che ti guarda sotto un cielo di stupefacente azzurra luminosità.

Il ritorno a Salta nostra base (Petit Hotel) sempre piacevole che ci regala chicche favolose.. il museo etnologico, intrigante per le illustrazioni degli angeli in vesti spagnole armati di spade e archibugi,  introdotti da un superbo e entusiasta anfitrione, Diego, che ti parla in quattro o cinque lingue diverse e conosce mezzo mondo su tutti i continenti;  il mercato coperto di San Martin pieno di profumi emanati da spezie dai brillanti colori, un mondo di gente vivace e gentile, ristorantini con un ottimo bife de chorizo…(El Rey  del Bife) e poi il museo storico al Cabildo dove respiri ancora l’atmosfera dei Conquistadores ed il MAAM (Museo Antropologico de Alta Montana) lo stupore rispettoso e la commozione per Los Ninos del Llullaillaco, dei sacrifici rituali inca).

E poi ancora via a nord sulla 9 “la Cornicha” che ricorda con le sue mille curve e controcurve su strada molto stretta la sua omonima della Cote d’Azur, per Jujuy e poi più su ancora per la 9 fino a tagliare verso  Ovest per Purmamarca dallo stupendo sfondo di rocce dai 7  colori.

Purmamarca

E poi salire per un strada di gran fascino fino a 4175 alla Cuesta del Lipan dove ti sorprendi di trovare delle donnine che sembrano senza tempo e spazio, che incidono con arte  sulla pietra il calendario inca con i quattro elementi, terra, fuoco, aria, acqua. Di lì scendi  ai 3800 mt di  Salinas Grande abbagliante nella sua bianca distesa di sale sotto un cielo azzurro intensissimo percorso da sbuffi di nuvole bianche.

Salina Grande

Ritorniamo sulla  9 per risalire a Tilcara, e ci facciamo guidare per le strade sterrate  nella notte scura da tamburi e canti devozionali; al ristorante conosciamo la musica della Puna. La strada continua  per la Quebrada de Humahuaca patrimonio Unesco dell’Umanità, incrociando il Tropico del Capricorno. Qui scopri la magia dei mille colori delle montagne andine che si aprono come un  libro dai  fogli colorati  che si sfoglia davanti a te a partire da Maimara. Ad Humahuaca  l’imperdibile, anche se non facile da raggiungere,  con mille curve per uno sterrato in salita, Hornocal. E qui la meraviglia unica di un panorama ad anfiteatro di rocce dai 17 colori che ti prende ti avvolge e resti senza fiato … anche per i suoi 4300 metri di altitudine. E’ il punto più alto e finale del nostro tour.

Da lì il ritorno verso Salta con la dovuta sosta alla chiesa di Uquia per ammirare i dipinti  originali del ‘600 degli ”Angeles Arquibuseros”, e scoprire il fondale tutto d’ oro della chiesa: aveva ragione Diego del museo etnologico di Salta a trasmetterci tanto entusiasmo ! E il tour si chiude, per ora, a Salta con il ritorno a Buenos Aires con l’arricchimento di una esperienza unica, cercata, trovata e vissuta meravigliosamente con la compagna perfetta, con gli occhi pieni di colori, di visi, di  luci, di magia che ormai porti dentro di te.

Ernesto e la sua Rosa

Per poter meglio conoscere queste terre, il prossimo 9 giugno partirà un nuovo viaggio nel nord argentino.

Humahuaca

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