Patagonia: 7 febbraio/ Glaciar Pio XI

Puerto Edén, 07 febbraio

Punto di partenza: porto 06 feb Seno Elizabeth 49°13,519’S; 74°05,480W.

Punto d’arrivo: Puerto Edén.

Distanza navigata: 109 km.

Traccia di rotta: Seno Elizabeth, Glaciar Pio XI, Seno Eyre, Canal Grappler, Puerto Edén

 

Ieri sera ho detto a JCT che ho tutta l’attrezzatura da ghiaccio per 2 persone e se qualcuno vuole fare un giretto sul Pio XI ce lo posso portare, uno alla volta. Che mi facesse sapere. La Sabrina comunque ci andrà, giusto per controllarne il possibile accesso a completamento dell’itinerario trekking di 2 giorni che collega(va) il Pio XI alla baia Reindeer di fronte a Puerto Edén. Mitico itinerario dalla storia nebulosa che non c’è riuscito fare perché non rientra tra quelli che interessano i Kawésqar. Il tempo è buono ma il barometro in diminuzione: 1001 mB con vento debole da N e mare piatto nella baia. Leviamo l’ancora alle 9,20: se la prendono calma a terra.

07feb curve di ghiaccio.
Curve di ghiaccio

Alle 10,15 abbiamo fatto i 13 km. che dividono il ranchito dal ghiacciaio e siamo davanti al suo fronte che, secondo il GPS, misura circa 4,2 km. Si tratta del maggior ghiacciaio dell’emisfero meridionale (Antartica esclusa), lungo 350 km. Tutti vogliono scendere a terra, se possibile, ma sul Pio XI verranno soltanto la zia (Maria Isabel) e Louis, oltre la Sabrina. Decidiamo di provare prima sul lato Occidentale che sarebbe l’arrivo “naturale” da Puerto Edén, dove si vede una massa detritica spinta in avanti dai ghiacci. Difatti a 49°13.210’S e 74°02.160W c’è una spiaggetta con fanghiglia finissima, tanto che a Sabrina fa pensare a fanghi cosmetici. Mentre gli altri gironzolano, fanno foto o raccolgono sassi (tra cui granito, scisti, quarzi e marne verdi), noi iniziamo la vestizione completa per le passeggiate sul ghiaccio. I partecipanti sono molto emozionati  e per nulla intimoriti, riusciamo ad accedere a una zona facile dove, con giretto breve entro i 30 minuti, possiamo vedere alcune morfologie da vicino come crepacci, ruscelli ed inghiottitoi. I cristalli di ghiaccio sono enormi, le sfumature di blu incredibili. La luce si fa più variabile ed  il tempo sta peggiorando rapidamente, comunque per le 13,15 tutti sono a bordo dell’Austral e possiamo ripartire diretti a Puerto Edén.

7feb pio XI.png
Ghiacciao Pio XI

Alle 14,30 il cielo è totalmente coperto a 1000 metri, siamo a 998mB con vento moderato da Nord (perciò in poppa) e alle 15,25 inizia a piovere mentre stiamo per uscire dal Seno Eyre. Piove ormai ininterrottamente e forte quando alle 17,50 usciamo dal Canal Grappler ed incontriamo il ranchito delle cholgas visto fumare all’andata. Su due piedi organizzano una tresca commerciale di molluschi ed sul gommone salgono JCT ed il nonno. Quando chiedo di salire mi dicono di no, che è gente conosciuta, di Puerto Edén, che non vuole estranei tra i piedi. Bel modo di reclamizzare il prodotto tipico locale e bel modo di usare un mezzo che al contribuente Cileno costa 2000 dollari al giorno. Sopra una montagna di gusci sorgono una baracca di lamiera e, appena sotto, una struttura informe ricoperta di teloni azzurri dove 3 ceffi abbruttiti aspettano piantati a braccia incrociate sotto la pioggia che il gommone attracchi. Mezz’ora dopo i nostri tornano a mani vuote (ma si saranno certamente accordati per una fornitura a domicilio visto che sono paesani) e riprendiamo la navigazione, ormai ne Messier.

07feb Luis sul Pio XI.
Luis sul Pio XI

Verso le 18,30 nel Paso del Indio si balla un po’ con vento fino a 35 nodi e onda di 2 metri finché il capitano non cerca riparo ed alle 19,15 si ancora in una caletta assolutamente deserta pomposamente denominata “Puerto Horatio”, a 49°20.676’S e 74°25.258’W. Mezz’ora dopo riprendiamo il mare ma a me non sembra molto meglio di prima. Piove ancora forte, siamo tutti stipati in cabina a guardar fuori attraverso i vetri costantemente sciacquati dalle onde, mancano ancora 26 km cioè più di 2 ore a Puerto Edén e cala la sera. Poi con l’oscurità cala anche il vento e alle 20,20 siamo a circa 10 nodi e l’onda s’è ridotta a 1 metro, che sembra un’inezia ma la senti eccome! Piove ancora forte e la visibilità è pochissima.

7feb rancho cholgas
Rancho Cholgas

In queste condizioni arriviamo in porto alle 22,30 ed attracchiamo all’ecomostro dopo un viaggio di complessivi 357 km in  3 giorni. Senza una parola i signori scaricano borsoni, teloni, mazzi di falasco e la nonna sul molo sferzato dalla pioggia e spariscono nel buio. Noi vogliamo farci una doccia e dormire in un letto perciò bussiamo all’albergo dell’omino di ieri. Dentro c’è la comunità dei forestieri a Puerto Edén per lavoro: 4 dottoresse della “Ronda Medica Rural” (tra cui la psicologa e la nutrizionista) che da Natales salgono qui una volta al mese ed un tipo che lavora all’istallazione della “pesquera”. Tutta gente giovane e allegra con cui scambiamo pareri su questa comunità, la sua composizione e le relazioni tra le parti. Conoscono gli abitanti uno per uno e facendo il conto dei Kawésqar arrivano a 12 ma quelli che considerano legati a JCT sarebbero 4. Il tutto con una bella bottiglia di Malbec cileno, per festeggiare il rientro sani e salvi anche se molto provati da tutta l’esperienza.

 

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