Patagonia: 8 febbraio/l’ultimo Eden sulla Terra

Canales Patagònicos, 08 febbraio

Punto di partenza: Puerto Edén.

Punto d’arrivo: porto 08 feb Canal Farquhar 48°32,676’S; 74°19,946’W

Distanza navigata: 68,7 km.

Traccia di rotta: Angostura Inglesa, Canal Messier, Canal Farquhar.

 

La giornata è dedicata a tirare le conclusioni di questa pre-indagine sobre “la Comunità Kawésqar di Puerto Edén” e di cui noi abbiamo interagito solo con 3 elementi, cioè nonna, nonno e zia perché il resto della famiglia s’è trasferito da tempo a Punta Arenas. Fissiamo la riunione conclusiva con loro alle 10 ed usciamo per farci un’idea di questo piccolo paese al dilà dei suoi (minoritari) autoctoni. Poi ci tireremo fuori da quì velocemente perché è evidente che non siamo nella posizione di rimanere a curiosare senza l’esplicito invito e consenso del clan. Perciò utilizzeremo meglio tempo e risorse. Cambiando il nostro programma di viaggio e visto che l’Austral è a disposizione per questa indagine fino al 10 sera, ci accordiamo col capitano che salpa oggi alle 16 per farci riportare a Tortel facendo alcune fermate intermedie.

Visita ai servizi turistici locali

Nonostante siano minimi, costituiscono lo stesso delle risorse importanti per i viaggiatori e anche un precedente rilevante delle esperienze turistiche locali.

Hospedaje Puerto Edén

Di fronte alla baia, a circa 400 metri dalla caserma dei Carabinieri, si trova l’ hospedaje/ristorante Puerto Edén con un molo privato. Si tratta di un edificio tipico in legno e zinco che ha a disposizione 5 camere per un totale di 16 posti letto, due ampi bagni con acqua calda ed un grande living-sala da pranzo. Il proprietario, Don José XXX, lo gestisce da 27 anni fa. Lavora principalmente con clienti che sono impiegati e funzionari pubblici in visita ufficiale;  operai pubblici o privati per l’industria ittica e non solo; turisti che arrivano con velieri che attraccano nella Baia di  Puerto Edén e ne approfittano per fermarsi a terra qualche giorno. La cucina è ampia e accogliente e c’è sempre qualcosa di pronto a qualsiasi orario. Il padrone è una persona anziana con un’importante esperienza del luogo, attento e diponibile con i turisti, che ovviamente son abbastanza disorientati dal trovarsi in un luogo così isolato e particolare.  Don José cerca di soddisfare le richieste nonostante le difficoltà dovute all’isolamento del posto, e con la sua grande esperienza soddisfa e trattiene i suoi clienti. Vende anche il apne fatto in casa. 

Da lui veniamo inoltre a sapere la vera storia dell’itinerario al Pio XI, chi lo progettò e perfino chi lo percorse e ce lo può raccontare. Abita poco distante, ci andiamo subito. Dalla passarella sbrecciata si entra in un giardino dove un giovane con un’accetta sta appezzando legna di Lengua per l’inverno. La casetta è ricoperta di lamiera e dipinta di celeste, la porta è aperta. “Permesso permesso” e accediamo al vano ingresso-soggiorno-cucina-sala da pranzo, nel mezzo al quale è accesa l’immancabile cucina a legna con sopra pentole e tegami e i panni che pendono dal soffitto ad asciugare. In casa troviamo i nonni con il cognato, la figlia che sta allattando, la sorella. Con la massima naturalezza c’invitano a sedere sul divanetto intorno alla stufa e quando sentono il motivo della nostra visita a stento riescono a credere che qualcuno (e per dipiù straniero) s’interessi a quella vecchia storia. Fu nel lontano ’91 che un gruppo di 15 pescatori tra i “coloni” immigrati dall’isola di Chiloè fondarono una “associazione per lo sviluppo turistico” di Puerto Edén e la chiamarono “Yekchal” ovvero “Huemul” in lingua Kawésqar. All’epoca sembrava un progetto fantaeconomico ma caparbiamente questi costruirono un “ostello-punto d’accoglienza” che esiste tuttora poco distante ed iniziarono a descrivere il territorio nelle sue caratteristiche naturali.

08feb libro AYAYEMA
Il libro Ayayema

Ne nacque un libricino, la signora fruga un po’ dietro una porta e en trae una copia che ci dona. S’intitola “El ultimo Edén en la tierra de AYAYEMA”, uno spirito maligno dei Kawésqar. Contiene anche descrizioni di itinerari a piedi intorno a Puerto Edén della durata da alcune ore a 6 giorni ed un elenco delle specie presenti in Castigliano, Kawésqar e Latino…. avevano organizzato anche servizi aggiuntivi quali guide, collegamenti in barca, escursioni su ghiacciaio e dopo qualche anno disponevano d’un ufficio al pubblico a Puerto Natales. Esattamente quello che poteva/doveva essere la base del nostro lavoro!! Furono loro che tracciarono, organizzarono e gestirono per qualche anno il mitico “sentiero” di 22 km che dal Seno Reindeer, di fronte al paese, per passerelle di tronchi su torbiere e pantani, attraversando fiumi con ponti di legno e 2 laghi in barca, in due giorni arrivava alla Bahia Elizabeth. E da lì in altra mezza giornata al ghiacciaio Pio XI dove, chi ci parla, portava i turisti a passeggiare. Una lancia a motore prelevava il gruppo e lo riportava indietro mentre scaricava il prossimo che se la faceva in senso contrario. I fruitori erano escursionisti stranieri contattati tramite touroperator. Ma la cosa non decollò mai veramente per l’inaffidabilità delle connessioni di linea col mondo esterno: il traghetto bisettimanale della Navimag faceva (e tuttora fa) quello che gli pare applicando l’intera tariffa a chi scendeva a metà tragitto. Inoltre, a discrezione del capitano, la nave non fermava proprio lasciando i turisti a terra! L’ultimo giro fu fatto nel 2001 dopodiché il bosco umido magellanico s’è rimangiato le strutture in legno ed ora le strutture del circuito non esistono più. Sono rimaste la pubblicazione e l’ostello che ci portano a visitare: il cartello in legno è sbiadito ma la struttura non è mai stata abbandonata e con una rinfrescata sarebbe ben utilizzabile. Ha 18 posti letto, 2 bagni grandi, cucina e un refettorio/sala comune grande al secondo piano. Incredibile: in un paio d’ore abbiamo scoperto 2 strutture ricettive per totali 34 posti letto su 54 abitanti, mentre ci avevano assicurato che non vi fosse alloggio per forestieri!! Inoltre scopriamo il progetto delle suore Carmelitane sulla cucina tipica, il chiosco di vendita dell’artigianato locale…

08feb ostello Yekchal.jpg
Ostello Yekchal

Alle 16 il capitano leva regolarmente le ancore. La navigazione è tranquillissima e alle 18,30 incrociamo il Navimag nel Canal Messier… sembra l’Olondese Volante sospeso tra le brume immobili o forse siamo noi l’elemento dissonante. La sera, alle 21,10, facciamo porto in una caletta ridossata del Canal Farquhar.

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