RUTAS ANCENSTRALES: I MAPUCHE, LE ARAUCARIE, UNA MADRE E UNA FIGLIA IN VIAGGIO

Ringraziamo Giuliana e Bianca per questo delizioso racconto di viaggio, genuino e diretto. Speriamo che questo contribuisca a facilitare la comprensione del turismo con popolazioni autoctone nel XXI secolo.

Giuliana e Bianca: le viaggiatrici

Io e mia figlia Bianca di 19 anni quest’inverno siamo state in Cile  per tre settimane; quattro giorni li abbiamo trascorsi in Auracania.

Bianca due anni fa è stata in Cile per sei mesi con un programma di interscambio, le era piaciuto moltissimo il paese e si era trovata bene con la famiglia che l’aveva ospitata. Scopo del viaggio era ritornare a Linares, dove aveva soggiornato e frequentato il liceo locale, per salutare la sua famiglia cilena, e  visitare  altre regioni del Cile.

Siamo sulle Ande
Bianca e Giuliana sulle Ande

Perché in Auracania

Io, che non ero mai stata in Sudamerica, volevo visitare liberamente il paese ma volevo anche avere un contatto diretto, oltre che con la famiglia cilena di Bianca, con persone del posto.

Su web ho trovato le proposte di alcune agenzie di viaggio e fra tutte la più interessante mi è sembrata quella di Turismo responsabile.

Ho scambiato un paio di telefonate con Sabrina per saperne di più del viaggio in Auracania: un soggiorno nella terra dei Mapuche, lungo le strade ancestrali.

All’inizio, il programma che Sabrina ci ha proposto, ci ha lasciate perplesse, avevamo paura che le attività  fossero rivisitazioni folkloristiche di un passato e di una tradizione che ormai non esistono più, mentre sia io che Bianca eravamo interessate a capire come coesistono oggi, in un paese sudamericano, le tradizioni di un popolo autoctono, come i Mapuche, con una cultura che gli è stata imposta e che hanno dovuto accettare.

Alla fine ho proposto qualche aggiustamento, due giorni di trekking invece di uno, meno attività (quali le visite agli orti e all’apicoltura mapuche) e con Bianca abbiamo deciso di andare!

La preparazione del viaggio

Sabrina, in partenza per il Cile e con poco tempo a disposizione, ci ha messo in contatto con Roma Marti, la controparte cilena, con la quale abbiamo comunicato via mail.

La prima cosa che ho chiesto a Roma è stata di aiutarmi a noleggiare una macchina.

Roma mi ha risposto che la macchina poteva essere noleggiata a Pucon, ma che il tempo minimo di noleggio era di cinque giorni, e visto che noi ne rimanevamo quattro, ci ha consigliato di utilizzare la macchina della guida che ci avrebbe accompagnato in tutti i nostri spostamenti. Naturalmente, abbiamo accettato. Abbiamo fatto bene, perché il viaggio in Auracania non ha senso con una macchina propria: gli alloggi offerti sono in aperta campagna…orientarsi è difficile e poi il tempo libero a disposizione non è moltissimo.

E’ poi cominciato un fitto scambio di mail, per modificare il programma proposto inizialmente. E’ stato un po’ faticoso, ma alla fine ce l’abbiamo fatta!

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