RUTAS ANCENSTRALES: LE ARAUCARIE

Ringraziamo Giuliana e Bianca per questo delizioso racconto di viaggio, genuino e diretto. Speriamo che questo contribuisca a facilitare la comprensione del turismo con popolazioni autoctone nel XXI secolo.

Il secondo giorno: la passeggiata al Vulcano Lanin

La mattina dopo partiamo per la passeggiata al Vulcano Lanin. Ci viene a prendere Francois, facciamo una bella colazione e Sudelia ci consegna il pranzo al sacco.

Passiamo a prendere Naguel, il figlio ventenne di Anita che abbiamo conosciuto il giorno prima al ristorante, e partiamo per il nostro percorso di ventidue chilometri.

Il sentiero è bellissimo. Gli alberi di araucaria sono magnifici, possono raggiungere i tremila anni di età e per questo hanno qualcosa di ancestrale. La foresta sembra davvero primordiale.

Naguel ci conduce sicuro e intanto ci racconta come è organizzata la comunità mapuche e il suo orgoglio di essere un discendente dell’unico gruppo autoctono del Sudamerica a non essere mai stato conquistato dagli Spagnoli. A differenza degli Atzechi e dei Maya, organizzati in imperi centrali, i Mapuche, da sempre organizzati in comunità familiari, non sono mai stati battuti dagli Spagnoli…ancora combattono per rivendicare il diritto di scegliere il meglio per la loro terra. Quando eravamo noi a Kurrarewe, poco lontano, a Temuco, c’erano scontri fra polizia e gruppi Mapuche.

Essere Mapuche ha quindi un senso, anche se ormai soltanto pochi anziani parlano la lingua mapuche e molte delle tradizioni sono perse.

I giovani che vivono lì si interrogano su cosa voglia dire discendere da un popolo così antico, la cui forza risiedeva e risiede nel vivere in un mondo che è considerato unitario e organico, e in cui la natura ha un ruolo centrale, è la madre a cui si deve rispetto perché crea e insegna. Mapuche vuol dire persona che vive nel mondo, a sottolineare come il senso comunitario sia fortissimo e fortissimo il senso di appartenenza e rispetto per una natura che si sente minacciata.

Per questo, Naguel, il giovane mapuche, che ci ha raccontato moltissime storie, alcune delle quali improbabili, è stato un incontro veramente interessante!

A modo suo, Naguel ci ha mostrato l’importanza della narrazione della storia delle origini, la forza della cosmogonia, il senso di appartenenza ma anche la consapevolezza del ruolo dell’individuo nella conservazione dell’ordine naturale ancestrale: qualcosa che è difficile trovare in un ragazzo europeo di vent’anni.

La passeggiata poi è stata magnifica! Dopo aver attraversato il bosco di araucarie siamo arrivati in una zona lunare con un piccolo lago, con proprio di fronte l’imponente vulcano Lanin!

Sotto il Vulcano Lanin.jpg
Sotto il Vulcano Lanin

Al ritorno, siamo scesi fino ad un bellissimo laghetto dove si può fare il bagno!

Francois ci riporta da Sudelia. La cena è pronta, ma questa volta ci facciamo valere! Prima la doccia!!!…stando bene attente a non consumare troppa acqua a Sudelia.

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