Mendoza, Argentina: un turismo differente

Due anni fa sono sbarcata a Mendoza, in Argentina, per un progetto di Servizio Civile Nazionale all’Estero.

Sapevo solo due cose: che ci sarei rimasta un anno e che probabilmente non avrei fatto quello che era scritto nero su bianco sul progetto che avevo scelto. Tutto il resto sarebbe stata una sorpresa.

La scelta di partire per stare fuori un anno era in continuità con i miei studi in Cooperazione internazionale e l’Argentina era una passione mai sopita: insomma, quando era uscito il bando non avevo avuto molti dubbi su cosa scegliere.

Ho  prestato servizio per un anno con i bambini tra i 3 mesi e i 14 anni in un centro educativo alla periferia di Mendoza.

Quando mi chiedono che cosa ho fatto, ho qualche difficoltà a spiegarlo perché faccio fatica a pensare ad una giornata tipo: ho servito i pasti, ho fatto pulizie, ho aiutato i bambini delle scuole primarie a fare i compiti, son stata con i bebè e ho cambiato il primo pannolino della mia vita, ho cantato e ballato, ho urlato per sgridare e per giocare. Qualche volta ho ricevuto insulti, uno spintone e qualche alzata di spalla: ho dovuto tenere duro per meritarmi un po’ della fiducia di questi bambini, ma poi ho ricevuto abbracci e sorrisi che non erano mai scontati e ogni volta era una piccola conquista.

Della città di Mendoza avevo visto qualche foto su internet e sapevo solo che era una città verde in mezzo al deserto, ma non capivo come fosse possibile.

Fin dal primissimo giorno ho imparato a conoscerla con Esteban, il mio tutor: un ragazzo cileno che ormai da diversi anni lavora in Argentina a fianco di una ONG italiana nell’ambito di progetti educativi.

Esteban mi ha insegnato a muovermi tra le “quadre” di Mendoza, come evitare di cacciarmi nei guai nel mio lavoro e con il passare dei mesi mi ha fatto scoprire i dintorni della città come solo una persona del posto sarebbe capace.

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Quando con Sabrina abbiamo parlato della possibilità di ampliare l’offerta turistica sulla città di Mendoza ho subito pensato ad Esteban, la persona giusta per accompagnare delle viaggiatrici in città. Sapevo che le avrebbe portate a vedere gli angoli della città di cui lui si è innamorato quando ha scelto di andare a vivere lì, ma sarebbe stato disponibile anche a mostrare loro una realtà “scomoda” che normalmente un turista non vede.

Esteban infatti da diversi anni lavora nel centro San Cayetano a Colonia Molina e si è dimostrato disponibile nell’accompagnare le ragazze in una visita al Centro educativo.

Colonia Molina è una zona rurale, situata a 30 km dalla città di Mendoza, dove vivono circa 2000 persone. Secondo l’indagine del 2006 fatta dagli operatori sociali del Centro Comunitario Educativo “San Cayetano” della Congregazione di San José, c’erano 620 famiglie in situazione di rischio e che vivevano al di sotto della linea di povertà.

La popolazione della zona è composta da:

  • popolazione contadina: sono gli antichi abitanti dell’area e che si trovano in difficoltà perché l’economia agricola non permette di vivere dignitosamente.
  • Famiglie ricollocate da “villas” (baraccopoli) per lasciar spazio alla costruzione di nuove aree urbane.

Il Centro Educativo San Cayetano si trova nel centro civico di Colonia Molina, vicino al Centro di Salute della zona e alla scuola elementare, e opera nella zona da più di 20 anni.

centro

Il progetto del Centro San Cayetano si rivolge a giovani in condizioni di vulnerabilità. I principali problemi riscontrati sono:

  • Comportamenti aggressivi
  • Mancanza di limiti e regole
  • Disillusione e pessimismo
  • Esclusione dal sistema educativo formale per mancanza di risorse economiche e sociali.

Oltre ad una funzione educativa, il Centro offre un servizio di “comedor” (mensa) per i suoi alunni ed è sostenuto da finanziamenti statali e da donazioni private.

 

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