Un giorno d’autunno in Mendoza

“Non è lo stesso autunno a Mendoza” così inizia una melodia interpretata  da Mercedes Sosa, le strade piene di foglie di tutti i colori, gialle, rosse e marroni.  Le nuvole nel cielo ed il sole che fa la civetta con loro, per riuscire a risplendere.

Con questo paesaggio ho conosciuto Rossella, Paola e Stefania.

Abbiamo cominciato il nostro percorso dalle porte monumentali del Parco San Martin, proseguendo verso il Cerro della Gloria, dove ci attende il monumento a Los libertadores d’Argentina, Cile e Perù. In seguito continuiamo a sorprenderci di quello che è questo deserto dai mille colori degli alberi che contrastano con le cime innevate della Cordigliera delle Ande.

A momenti fa molto freddo, ma poi il sole torna a scaldarci per darci coraggio.

Andiamo verso l’area fundacional per riflettere sugli Huarpes, il popolo originario, ed i coloni spagnoli.

A seguire visitiamo la Plaza Indipendencia e le quattro piazze satelliti (San Martin, Italia, España e Chile).

Tutto il percorso è stato accompagnato dai cenni storici, racconti di vita vissuta e riflessioni su come il nostro passato culturale configura le nostre storie e come elementi globali dell’attualità ci influenzano tutti quanti nonostante le differenze culturali.

Il secondo giorno siamo andati a vedere l’altra faccia della città di Mendoza, quella non turistica e nascosta, spostandoci 30 km ad est della città per conoscere i Barrio Grilli, Evelyn, Kraff. E’ una zona rurale alla periferia della città, dove non arrivano l’acqua potabile, le fognature nè la corrente elettrica in maniera regolare.

Le mie compagne di viaggio nel vedere questa realtà si son commosse ed in modo spontaneo son entrate in empatia con il prossimo. Dopo aver conosciuto questi Barrio, ci siamo diretti al Centro Educativo San Cayetano, per incontrare i bambini e le bambine e condividere il pranzo e le attività educative. L’entusiasmo dei bambini per le mie compagne è stato incredibile: si è creata una sinergia unica.

Nel salutarci l’emozione negli occhi di Paola, Rossella e Stefania mi ha trasmesso grande speranza perché si son lasciate amare da bambini sconosciuti e loro stesse li hanno amati.

Grazie per questa bella esperienza

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