Penisola Valdes

Il collectivo, così si chiama il pullman a lunga percorrenza in Argentina, è confortevole, pulito e prima della buonanotte si ferma per una cena decorosa in stazione a Bahia Blanca. Prima di addormentarmi penso a cosa mi aspetta domani sulla Peninsula Valdés, prima tappa Patagonica…

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A Puerto Madryn compro il biglietto per andare a Commodoro Rivadavia da lì a 5 giorni, ma non riesco a scoprire a che ora avrò la coincidenza per il Perito Moreno da Commodoro. Le compagnie di bus qui sono private e nessuno sa darti informazioni su compagnie che non partono dalla loro stessa stazione. Insomma, capisco che probabilmente potrei avere problemi di coincidenze e non voglio rischiare di dover passare la notte in stazione a Comodoro o arrivare a Perito Moreno la sera tardi. Per ora ho il mio biglietto, da qui a 5 giorni escogiterò una soluzione. Scopro intanto da chi è gestita la coincidenza e mi procuro il numero.

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Devo arrivare a questo Puerto Piramides e c’è un solo autobus che mi ci porta di mattina. Lo prendo per un pelo. Il paesaggio. Arido, giallo polveroso, una steppa insomma. Mi aspetto un po’ di verde più in là. Oh, sulla cartina la penisola è colorata di verde. Ci siamo finalmente. Entro nel parco. La polizia ci controlla i passaporti: gli stranieri pagano l’entrata, i residenti ovviamente no. La stazione del bus di Puerto Piramides è vuota. Bianca, candida, cubica, vuota! Intorno a me c’è il deserto. Approdo in un paesino di circa 300 anime, ha 2 strade che si incrociano e, con il lato della spiaggia, vanno a formare una specie di triangolo, ed io non so dove andare. È tutto sabbia e tutto chiuso. Dopo aver velocemente consultato la mappa capisco che non mi posso sbagliare e mi dirigo verso Cabana el Cristal dove soggiorno. Ho già la gola secca. Cosa faccio io qui per 3 giorni pieni? Il caldo è incredibile e il sole è troppo luminoso, almeno per me che ho gli occhi abituati al grigiore di Londra e il corpo abituato ad una temperatura bassa. I muri e le vetrine delle attività sono come carta per propaganda ambientale e sociale. Mi fermo a leggere, per quello che il mio spagnolo consente, ma poi decido di fare check-in e magari ripassare senza bagagli. E di nuovo l’Argentina mi sorprende col suo non essere quello che sembra. Sono appena le 11 di mattina, decido di cambiarmi velocemente e di buttarmi in spiaggia. Cos’altro ci sarà da fare? Mangio del pesce (frittissimo, non fidarsi mai di un qualsiasi cosa “alla milanese” qui!)  e guardo la spiaggia dal vetro del ristorante. Cos’è quella roccia a picco sul mare? Aspetta, no, non è roccia, è un accumulo di sabbia? Boh, vabbè finisco il vino e vado a dare un’occhiata.

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Guardando il mare passeggio sul lato sinistro della costa. La mia curiosità cresce e di nuovo rimango a bocca aperta: tutta la penisola è fatta di sabbia, sedimenti, conchiglie e fossili. I fossili sono talmente tanti che ci si cammina sopra e brillano al sole. Mai vista una cosa simile. Mi sembra di camminare in una scatola di gioielli, dentro un gioco di realtà virtuale. No, non è per nulla virtuale. E mi godo ogni istante.

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Decido di fare il bagno, l’acqua è limpida e fresca, molto fresca. Non faccio neanche in tempo ad entrare che… Perché il mio asciugamano nel mare…oddio lo zaino? L’alta marea. È arrivata nel giro di 2 minuti di orologio? Salvo il salvabile con leggerezza e non chalance e mi ributto in acqua. Guardare la scogliera di sabbia che sembra cadermi addosso mentre sono in ammollo, non ha prezzo. Mi sono allontanata parecchio. Siamo in pochi da questo lato. In Argentina tutti hanno un cane e se lo portano al mare, siempre. Anche dove i cani non sono ammessi, i proprietari dell’attività che non ammette animali domestici, comunque il cane c’è lo ha. Decido di tornare sulla spiaggia principale. Un altro bagno? Ma che uccello è quello? uh guarda, la marea sale ancora, che bei colori queste alghe. È il cielo. Magari sto un po’ più a lungo. Il bambino di 2 anni vuole giocare a palla con me. Tutti si parlano. Tutti mi parlano. Io non rispondo o annuisco, ma loro non demordono. È tardi, ma chissà che sfumature prende la scogliera di sabbia fra una mezz’ora. Sto ancora un po’ dai. È buio e mi decido a mangiare qualcosa e andare a letto. L’impatto col vento Patagonico non è stato di migliori, ma è solo questione di abitudine. La notte la temperatura scende di più di 10 gradi, e la mia casetta che era un piccolo forno al mio rientro, si rinfresca e dormo con la coperta di lana.

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La mattina sono rinvigorita e non vedo l’ora che mi vengano a prendere per la gita a punta norte e caletta Valdes. A vedere pinguini e leoni marini. Siamo un gruppo di 8 persone. La nostra guida, Ugo, è intensa, simpatica, e appassionata. Riesce ad accostare animali selvatici in sostanza e non ce ne fa perdere uno. Mi innamoro del guanaco a prima vista, bello, elegante, occhi grandi e pacifici. La strada è lunga e Ugo ci parla della storia della penisola, degli animali, di aneddoti accaduti. Punta norte è spettacolare. Il paesaggio, i leoni marini. Che emozione, vederli così da vicino. I documentari, belli si, ma non ci faranno mai capire cosa si prova quando di fronte a tanta bellezza chiudi gli occhi, il vento ti spinge le guance, ti spettina i capelli e fa cantare le onde del mare mentre i leoni marini e i loro cuccioli belano, muggiscono, ruggiscono. Nella pausa choripan (hotdog con salsiccia vera) prendo una pausa dal vento, ma ormai stiamo diventando amici. Caletta Valdes è indescrivibile. Acqua cristallina circondata da sabbia dorata o conche dorate riempite con acqua cristallina? Poco importa ai pinguini che qui sembrano essere a loro agio. Si mettono anche in posa per farsi fotografare.

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I turisti sono pochi, per i miei gusti, ma molti per la gente del posto. La cosa bella è importante è che sono tutti molto rispettosi di questa natura ipnotica . È ora di tornare indietro. Giornata lunga, piena, intensa di gioia e piacere per i sensi. Mi innamoro della penisola, mi rimane solo un giorno qui. Starei una settimana. Magari mi ci trasferisco: mi metto a fare la traduttrice in remoto? Lavoro nel turismo? Ugo e la ragazza dell’infopoint mi aiutano a scoprire gli orari della coincidenza per Perito Moreno…devo cambiare il biglietto per Commodoro Rivadavia. Potrò farlo solo a Puerto Madryn fra 2 giorni. Vabbè. Aspetto. Nel frattempo una birra al tramonto con delle capesante ci sta.

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