Tierra del Fuego: il giro della pecora

La parte Argentina dell’Isla Grande de Tierra del Fuego è tagliata a Occidente da una linea retta perpendicolare allo spartiacque delle Ande, che qui è in direzione Est-Ovest. A Sud Est si trova la punta di questo triangolo di terra, la Peninsula Mitre. Usuaia si affaccia sul Canal Beagle, abbracciata a Nord da una serie di montagne e di vallate che terminano, più a Nord, sul Lago Fagnano e ad Est in una pianura semidesertica fino allo Stretto di Magellano e la costa Atlantica. Ushuaia stessa e una piccola parte del Parco Nazionale sono senza dubbio i posti di gran lunga più visitati.

Questo e i prossimi racconti di viaggio interessano il resto del territorio dove non ci sono strade per arrivare da tutte le parti e questo fa parte della suo fascino. La prima camminata che abbiamo fatto riguarda la vallata dietro al ghiacciaio Martial e l’abbiamo percorsa da Est a Ovest rientrando poi sulla costa del Canal Beagle dal Paso de la Oveja.

IL GIRO DELLA PECORA – 12 febbraio 2019 (3 giorni)

 L’escursione si svolge nell’entroterra di Ushuaia, dietro il ghiacciaio Martial che domina la città e ricalca il sentiero utilizzato da gauchos a cavallo e dal bestiame per collegare due valli adibite a pascolo. Sono circa 25 km di sviluppo, perciò buone 10 ore di cammino con lo zaino, soste escluse. Il tracciato è ben evidente e segnato con paline e bolli gialli. Offre una buona panoramica degli ambienti naturali locali: il bosco magellanico a Nothofagus, le torbiere, le montagne fino a quota 1200, laghetti glaciali e vista sui ghiacciai circostanti. Il tutto condito con il clima della Patagonia australe assolutamente variabile con la quasi certezza di trovare pioggia, sole, neve e vento forte nel medesimo giorno. Il tracciato completo richiede qualche esperienza di montagna perché sebbene la quota massima sia il Paso de La Oveja (831 m.), a queste latitudini il limite della vegetazione arborea è a soli 550 m. s.l.m. e i ghiacci eterni iniziano a 900., perciò il sentiero ha caratteristiche di fondovalle con torbiere in basso, foresta secolare tra i 250 e 500 m., esigua prateria e nudi ghiaioni incoerenti con macchie di neve nella parte superiore. È conveniente farlo in senso antiorario con partenza dalla Tranquera Verde ossia il limite del Parco Nazionale Terra del Fuoco, nel Valle di Andorra, a pochi chilometri dalla città. Non vi sono mezzi pubblici né per il punto d’inizio né da quello finale per rientrare a Ushuaia.

Nella prima parte si risale lungamente la valle sulla destra orografica del fiume Arroyo Grande. Dopo 4 km di comoda passeggiata, s’incontra la prima piazzola abilitata al campeggio. Non c’è alcuna struttura ma siamo nel Parco ed è proibito accendere i fuochi (dotarsi di fornellino). Il cammino prosegue tranquillo e quasi in falso piano tra enormi alberi, felci, muschi, funghi ed il tipico sottobosco fueghino, lambendo dighe e laghetti di castori e gli inevitabili danni alla vegetazione da essi provocati. Circa 5 km dopo si lascia il fondovalle per inerpicarsi verso sinistra lungo l’arroyo del Caminante, emissario dell’omonima laguna. Sono circa 300m di dislivello fino al bivio tra il Paso de la Oveja (a sinistra) e Laguna del Caminante (a destra). Quest’ultima è un laghetto glaciale alpino a quota 590 ed è anche la seconda ed ultima zona camping autorizzata (e comunque possibile). Per arrivarci – e vale veramente la pena! – s’imbocca una traccia stretta che taglia un ripido pendio erboso. Un quarto d’ora di attenzione e si entra nella conca glaciale con la laguna e un boschetto con vista panoramica sulle valli e montagne del nord. Noi ci siamo accampati li ed eravamo soli. Peccato che a fine giornata il luogo si sia riempito d’un gruppo di ragazzotti casinisti, ma rimane un posto incantevole e comodo per spezzare il trek. Da notare la presenza di una volpe specializzata nel furto di cibo ai visitatori. A noi ha fregato un bel pezzo di parmigiano e delle salsiccette, a un nostro vicino una scatoletta di tonno aperta. Dalla laguna, con ancora mezz’ora, si raggiunge la testata della vallecola e la Laguna Superior in paesaggio di maestosità alpina benché sia compresso in altezza. Noi siamo rimasti al riparo nella tenda in quel boschetto contorto per tutto il giorno seguente mentre infuriava una bufera di neve e il vento ululava nelle valli. E abbiamo fatto bene perché il cammino per il Paso de la Oveja ritorna all’incrocio di prima e s’inerpica su per la nuda valle fino al pietroso valico. Farlo con tempo buono è un tripudio di colori tra i verdi dei muschi, le minuscole fioriture, il ruscello, le tenaci piantine pioniere, le rocce rossicce e grigie e le bianche chiazze di neve. Il sentiero è segnato con ometti e qualche palina gialla. Oltre il passo si apre la valle Cañadon de la Oveja e qui occorre seguire la nuova traccia che costeggia in alto sulla sinistra orografica anziché scendere subito lungo il ruscello. Si cammina lungamente tagliando un ripido versante a pietraia su traccia assai esile, il ché accentua la sensazione di piccolezza rispetto allo scenario naturale. Finché, a due terzi della valla e in piena vista del Canal Beagle e della baia di Lapataia a Ovest la traccia scende bruscamente per tornanti sulla pietraia, perde oltre 100m di quota e raggiunge il sottostante bosco che appartiene ad una estancia le cui mucche (forse incrociate con stambecchi?) s’inerpicano su prati dalle pendenze impressionanti. Se dall’alto uno pensava d’essere quasi arrivato … beh si sbaglia! Il sentiero, ora segnato con catarifrangenti gialli, attraversa e aggira tortuosamente ampie zone di alberi caduti, divelti accatastati, rendendo la progressione esasperante. Finché una prima staccionata e subito dopo il cancello di una tranquera non ci fanno uscire dal bosco per entrare in una zona completamente nuda. I bianchi monconi di tronchi segati a mezzo metro disseminano la collina nuda conferendole un che di sinistro, mentre la vista spazia su tutta la parte orientale del Canal Beagle, le isolette e sullo sfondo le vette della costa settentrionale delle isole cilene.  Adesso si segue la sterrata e le paline rosse fino alle prime case (occhio ai cani!). La città di Ushuaia è ai nostri piedi e ci entriamo da Nord Ovest, zona Autodromo. Dalla Laguna del Camminante sono 13,6 km, con dislivello positivo di 430 e negativo di 720 metri. Da qui occorre fermare un mezzo per raggiungere la città.

Testi e foto Andrea Benvenuti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...